Quando bevi, il mondo è sempre lì fuori che ti aspetta, ma……

 

“La vita mi faceva semplicemente orrore. Ero terrorizzato da quello che bisognava fare solo per mangiare dormire e mettersi addosso qualche straccio. Così restavo a letto a bere. Quando bevi il mondo è sempre lì fuori che ti aspetta ma per un po’ almeno non ti prende alla gola.”

C. Bukowski 

 

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Caparsa: quando la passione crea un’opera d’arte

di Ivan Fiori

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E’ una di quelle mattine calde di inizio primavera. Quelle che non sai mai quanto durerà e quando arriverà la prossima perturbazione da nord, ma la data era fissata. Ore 7.30 antimeridiane, si parte, in moto, tutta una tirata. Da Santarcangelo di Romagna a Radda in Chianti per far visita a uno dei produttori di vino che più mi hanno colpito durante le anteprime toscane di febbraio e marzo, un Chianti è un opera d’arte, un atto d’Amore: l’azienda Agricola Caparsa di Radda in Chianti appunto.Caparsa 8
Paolo Cianferoni, titolare dell’azienda, ci aspetta, in giacca e cravatta seduto alla sua scrivania davanti al proprio computer. Invece no, il buon Cianferoni, appena ci vede, ci lancia un urlo: “Adesso arrivo, finisco qui sul muletto!”. Capite di cosa stiamo parlando? Di una persona, di una famiglia che segue le stagioni e le combatte per proteggere il proprio lavoro, il proprio prodotto, la propria opera, il proprio territorio. Un risultato finale è  un vino che non nasconde la propria anima quasi a prenderci per mano per condurci sulle colline dove è nato. Un’anima che viene dalla terra e dal territorio. Che ancora sa delle mani sporche di terra di chi la produce tant’è che Paolo Cianferoni con orgoglio ci mostra ancora i funghi e i batteri che “lavorano” nella sua cantina, un a cantina un tempo la stalla per i buoi e le vacche ora luogo di lavoro e di riposo di questo vino.

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L’azienda è stata creata dal padre di Paolo Cianferoni alla fine degli anni sessanta e gestita da Paolo dal 1982. Ha una particolare posizione sul lato nord-est del “poggio” a pochi chilometri da centro di Radda in Chianti. Produttore di vini biologici quale di Caparsino, il top della produzione, un Chianti Classico che unisce una sua potenza olfattiva ad una eleganza sconosciuta ai più. Rubino granato di grande intensità. L’acidità notevole rende il finale in bocca interminabile. Nella verticale che abbiamo assaggiato in azienda il 2010 è qualcosa di unico. Profumi intensi di prugna sottospirito, bacche rosse, una tannicità morbida sostenuta da una acidità di tutto rispetto appunto (Radda, è una zona con vini che hanno la particolarità di avere una particolare e forte spina acida e quindi di creare vini longevi). Che meraviglia. Forse anche questo il frutto del termine di un processo di cambiamento fatto negli anni dall’azienda Caparsa, dove i nuovi cloni delle viti danno un tannino più morbido e che al contempo l’alzarsi delle temperature negli anni aiutano a produrre un Chianti di 13 gradi.
L’altro grande prodotto è il Doccio a Matteo, un rosso a cui al sangiovese è stato aggiunto un 5% tra ancelotta e colorino, in modo di abbassare l’acidità.Caparsa 4 Caparsa 7

 

 

 

 

 

 

 

Quest’anno l’azienda Caparsa è in uscita anche con un vino che a me è piaciuto veramente tanto, il Rosato di Caparsa. Un vino rosato, da uve di sangiovese, che potrebbe deludere chi si aspetta un prodotto di serie minore, un vino da aperitivo.

 

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I funghi e i batteri della Cantina Caparsa al lavoro

E’ un vino magnifico, corposo, un vino da tutto pasto. Un vino ideale che personalmente immagino già ad accompagnare  in estate le tagliatelle al ragù di mia madre o la mia insalata con radicchio cipolla, sardonici e piada. Un colore rubino scarico e una impronta di forte acidità in bocca.

Non è tutto qui. Un altro prodotto che mi ha veramente impressionato è il Vin Santo di Caparsa, ottenuto da uve di Malvasia Bianca, Trebbiano e Malvasia Nera. Di colore ambrato, uno dei “Vin Santo”  migliori nel rapporto qualità prezzo che abbia mai assaggiato.

 

 

 

 

 

 

La visita alla “tenuta” Caparsa ha confermato un grande attaccamento al territorio da parte della famiglia Cianferoni. Una produzione limitata, di circa 20 mila bottiglie l’anno ne fanno una chicca per appassionati e intenditori. Il Caparsino rappresenta una delle migliori rappresentazioni del Chianti Classico che abbia mai provato.  Questa è l’espressione massima di questo territorio.

Azienda Vitivinicola Caparsa
Radda in Chianti (Siena)

Mappa
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I 5 Film che mi fanno venire voglia di aprire una bottiglia di Vino

di Ivan Fiori

Ci sono film che per contesto, attori e musica, tutte le volte che li vedo, ritorna in me una gran voglia di scendere in cantina ed aprirmi una bottiglia di buon vino. Adoro questi film, mi rilassano e oltre che al vino risvegliano in me la voglia di un nuovo viaggio.

Purtroppo devo constatare che i film italiani che “mi fanno venire voglia di bere” sono veramente pochi, anzi, uno…….

1- Vicky, Cristina e Barcellona.

Uno spericolato e “irresistibile” Javier Bardem coinvolto nel gioco di Donne di Penelope Cruz, Scarlet Johansson, Rebecca Hall. Un gioco dove la passione e il Piacere travolgono, rivitalizzano e uccidono tutto. Il vino rosso e la musica di chitarra classica spagnola sempre protagonisti. Regia di Woody Allen.

 

 

2- Un’ Ottima Annata

Russel Crowe, broker inglese di successo, si ritrova ad ereditare uno chateaux in Provenza. La passione verso Marion Cottiard e il vino francese gli faranno cambiare vita, passando dalla Borsa alla vigna. Regia di Ridley Scott.

 

3- Cena fra Amici

Ancora in Francia. Parigi. Vecchi amici del liceo e d’infanzia si ritrovano per una cena a casa di uno di loro. Chi imprenditore di successo, chi professore universitario, chi con sogni da realizzare chi mai sbocciato. Il vino, sempre al centro della tavola, accompagna tutto il film, film che si svolge interamente nella casa di Pier ed Elisabeth.

 

4- The Dreamers.

Parigi. Bernardo Bertolucci. Un binomio che non può essere indifferente. Fine anni sessanta, clima del Sessantotto francese, rivoluzione studentesca. Cosa c’entra il vino direte voi. Il vino  è sempre protagonista nelle case dei francesi, e buona parte del film è ambientato nella casa di Theo e Isabelle.

 

5- Le fate Ignoranti

Ferzan Özpetek gira un capolavoro. Un film di Amicizia, Amore e Passione, e come in ogni suo film non può mancare una tavola imbandita.