Il Gin&Tonic? Non si beve solo per sete. E in Romagna si beve qui.

di Ivan Fiori

In gioventù spesso mi è capitato di abbandonarmi ai banconi dei bar delle discoteche romagnole chiedendo del gin tonic e nella quasi totalità dei casi mi veniva servito un composto di colore trasparente 50% gin e 50% acqua tonica. Risultato? Delle emicranie il giorno dopo da combattere a forza di “moment”.

Il Gin Tonic della Iole
Il Gin Tonic della Iole

Col tempo ho scoperto, come in quasi tutte le cose del resto, che dietro a questo drink c’è molto altro, un mondo, uno stile, una ricetta segreta, un prodotto artigianale e soprattutto della storia.

Saffron Gin
Saffron Gin

La storia risale alla fine del XVI secolo e all’inizio del XVII quando un medico olandese pensava, distillando il ginepro, di aver ottenuto il classico rimedio per tutti i mali (in effetti…).
La Compagnia delle Indie Olandesi ha poi, esportato questo prodotto artigianale il gran parte del mondo, da Singapore alla costa atlantica degli Stati Uniti.
Nello stesso periodo il gin si andava affermando in modo considerevole in India, dove soprattutto i militari coloniali lo usavano per diluire l’acqua tonica, ricca di chinino, che bevevano per combattere la malaria…… e da qui ha inizio la favola del Gin&Tonic.

A Santarcangelo, sulla collina del Monte Giove, c’è un posto la cui nuova gestione, per mia gioia e felicità, prepara drink e cocktail come Dio comanda! e dove il Gin Tonic viene preparato ad arte.

Mr. Jonathan Di Vincenzo
Mr. Jonathan Di Vincenzo

Jonathan Di Vincenzo, gestore del locale, mi ha fatto letteralmente perdere la testa in mezzo a tutte quelle bottiglie di gin provenienti da Inghilterra, Germania, Francia e Olanda…..praticamente da mezza Europa.
Finalmente, in Johnatan ho travato un barman che sa cosa sta facendo e preparando e sa di cosa parla.
Io gli dico: “Fai tu, fammi provare qualcosa di diverso.” E lui mi tira fuori un gin allo zenzero, di color ocra, francese per la precisione, che pare cognac, il Saffron, che unito a della Fever-Taree farebbe resuscitare tutti i morti in epoca del proibizionismo in America.
Ma andiamo per gradi.

Jonathan mi racconta della storia del Gin, del vero London Dry Gin.

“Il Geneva (il gin olandese) si diffonde rapidamente in Inghilterra, grande consumatore di whiskey, diventato immediatamete il maggior mercato di esportazione per l’Olanda. L’uso smodato che ne viene fatto oltremanica induce gli inglesi a cominciarne a produrre in proprio, cominciando col produrre un gin molto simile al Jenever (Geneva) ma resero il prodotto molto più strutturato e importante. Questo distillato prese il nome di Old Tom. Successivamente, l’ Old Tom variò sensibilmente andando verso una maggiore secchezza e perdendo gran parte degli aromi dolci. Così nasce il London Dry Gin, ad opera nel 1742 di Alexander Gordon, ecco perché ll Gordon Gin è stato il primo grande Gin!”

Gordon Gin
Gordon Gin

Ritengo doveroso fare riferimento al grande romanzo di Oscar Wilde, il Ritratto di Dorian Gray, il libro simbolo di questo periodo,  in cui il Dandy protagonista era alla continua ricerca del Piacere (come potrei non parlarne io!). Il Gin, qui si racconta, che viene bevuto liscio in piccoli bicchieri, come liquore di benvenuto nelle occasioni mondane.

“Al London Dry Gin, negli ultimi dieci anni si è accostata tutta una serie di gin più botannici, più aromatizzati che rendono il gin più dolce e meno secco, forse più gradevole agli aperitivi di oggi (si è tornati alla vecchia ricetta olandese?). Il primo a proporre questa variazione nella ricetta è stato HENDRICK’S, oggi un punto di rifermiento importate nel mondo di questo distillato, poi affiancato da altri prodotti di considerevole qualità, quali MONKEY47, gin tedesco in cui si passa dai 40 gradi del Londo Dry Gin ai 47!, il GIN MARE, CITADELLE, il BLUE RIBBON GIN, il G’VINE (francese).”

The Noble Experiment
The Noble Experiment

“Un Gin&Tonic come si deve però non è solo gin ma anche acqua tonica, evolute negli anni, a pari passo con i gin. La tonic water per eccellenza è e rimane la Swepps, amare e ricca di chinino. A questa si sono affiancate acque più aromatizzate, più dolci al palato e con una bolla meno secca quali la 1724 (la preferita di chi scrive) una tonica cilena, Fever-Three con una bolla molto ricca, senza dimenticare le nuove italiane, Paoletti, Cortese, Lurisia, acqua brillante Recoaro.”

Bene, ora sapete che  un gin&tonic come si deve è molto di più che un semplice drink che toglie l’inibizione e Jonathan lo sta dimostrando apertamente e con grande successo nel suo locale di Santarcangelo, THE NOBLE EXPERIMENT. Un ambiente gradevole e caldo, dove bere un grande cocktail.

 

The Noble Experiment
The noble Experiment

Dove bere il Gin&Tonic in Romagna:

The Noble Experimet – Cocktail Club
Santarcangelo di Romangna, via dei Nobili 12
Tel 393 – 3531664

Bevabbè
Riccione – viale Corridoni
Barman Federico Ascani
www.bevabbe.com

il Vicolo di Bacco
Riccione – viale Ceccarini n.73
www.vicoloriccione.it

Osteria Cenè
Cesena (FC) – via Abrizzi n.3

La Cantinaza
Milano Marittima – viale Gramsci n.37
www.lacantinaza.com

Bar dalla Iole (da aprile a ottobre)
Rimini – via Destra del Porto n.27/b
www.dallaiole.com

Neon Caffè
Rimini – via Garibaldi n.25