STREEAT FOOD TRUCK FESTIVAL fa tappa a Bologna: il cibo da passeggio si fa cool!

 

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di Ivan Fiori

Dopo Roma e Milano, la “carovana pazza” dei furgoncini del “Cibo da Strada” fa tappa a Bologna al Parco Nord di via Stalingrado, fino a domenica 26 aprile. La tipicità dei prodotti italiani si unisce all’estro e alla fantasia di questi “diversi” ristoratori. Quale migliore occasione per provare la tipicità dei prodotti italiani, ora divenuta da passeggio se non il Streeat Food Truck Festival 2015?Sf9

Piatti alla Mozzarella di Bufala e pomodoro, pizza romana e mortazza, hamburger di Chianina, ciabatte con porchetta, panini alle erbe aromatiche saltate, piatti vegani, friselle, pizza fritta, fritto da passeggio……e naturalmente piadina.

 

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Buscaglione, Elvis….i Food Truck cucinano i migliori prodotti del territorio italiano strizzando l’occhio oltre oceano.

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Proprio loro mi dicono che alla fine di tutto il Food Truck è una scelta di vita, uno stile di vita, l’Eldorado per chi  ha provato di tutto e di più e alla fine ha trovato così la realizzazione dei propri sogni.

Non pensate mai quindi che le persone, gli chef che vi servono questi succulenti piatti siano degli improvvisati. Qui c’è tanto studio, anni di preparazione, di prove, che va da design del “Furgoncino”, alla ricerca dei piatti (senza piatto) da proporre. Qui siamo di fronte a vera e propria arte di cucina, in versione da passeggio. Quindi onore e merito!

Come al solito però, il nostro Paese, è rimasto piuttosto ancorato alla preistoria per quanto concerne le autorizzazioni e vicende di questo tipo di attività. A differenza di quanto avvenga in altri paesi come Spagna, Francia, per non parlare degli Stati Uniti, la solita farraginosa burocrazia e la solita mancanza della filosofia del  “benvenuto a chi sa e ha voglia di lavorare”, rallentano notevolmente e spesso disarmano moralmente chi vuole iniziare questa splendida attività.

A riguardo potere leggere questo articolo de Ilsole24ore.

Take it easy!

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Sono andato al Louvre di Senigallia…..ed ho visto la luce.

di Ivan Fiori

Quando hai trascorso la maggior parte dei tuoi week end al “Museo Civico” del tuo paese e poi un bel sabato ti ritrovi al Louvre senza neppure prendere l’aereo, bhè vi garantisco che lo sbalzo è notevole.
Così mi è capitato tutto questo qualche settemana fa, all’alba dei miei quarantun anni, che faccio rotta per Senigallia. Senigallia, paese di pescatori e ristoratori, e quindi di artisti. Sì perché gli artisti qua sono due. Uno si è stabilito a ridosso del canale, l’altro qualche chilometro da lì poco distante a ridosso della spiaggia.
Il “Louvre di Senigallia” lo definisco io, che volge dal lato opposto della strada di quella Madonnina che i pescatori venerano.
Mai come quest’ultima volta l’artista Moreno Cedroni mi ha stregato nelle sale del suo atelier, la Madonnina del Pescatore, in quella ricerca continua di stupire, e mai come questa volta ho appreso e capito la sua arte.
Perché l’istinto e la cultura verso l’arte va educata, preparata, raffinata.

La Madonnina del Pescatore
La Madonnina del Pescatore

Mai come questa volta sto stato avvinto, rapito e avvolto da una sorte di sindrome di Stendhal. Mi sono ritrovato tra le sue spire, tra i suoi colori, tra i suoi sapori.
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LA Madonnina del Pescatore
LA Madonnina del Pescatore

I piatti sono veri capolavori d’arte contemporanea, che passano da un Picasso a un Chagall per poi voltare e strizzare l’occhio a Mirò.
Creazioni
Creazioni

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Il pesce, questa materia prima così ricca e pregiata, viene lavorata con lo stessa passione e con la stessa ricerca del vero artista. Nulla è scontato, ma espressione del proprio creatore, vera e propria materializzazione della propria anima e della propria creatività.

La cucina di Cedroni
La cucina di Cedroni

I famosi “cucchiai” di crudo. Ognuno abbinati alla propria salsa. Queste salse, quella gialla e quella rosa….sono colori che fanno da contorno ai suoi piatti, schizzi di pennello su delle tele di ceramica.
Io di pasta ne ho sempre mangiata tanta, da buon romagnolo, ma i suoi cappellacci (o tortelli), con il formaggio fuso che ti esplodono in bocca, da chiudere in finale con della carne di manzo cruda…..un sogno.
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Ora, Chef Moreno Cedroni non ha bisogno di alcuna pubblicità, tanto meno della mia, ma quello che ho voluto raccontare è il fatto che mai come oggi ho capito che c’è un tempo per tutto, un tempo per la piada con la nutella, un tempo per la lasagna al ragù, un tempo per l’hamburger, e un tempo per la Madonnina del Pescatore.
Anche in Italia quindi abbiamo un nostro Louvre, ma a dispetto dell’originale francese, dove si respirano epoche passate, qui l’arte è in continua evoluzione.

Chef Cedroni, grazie per avermi mostrato la luce.

A Riccione apre il “Bevabbè”…….e allora ditelo!

 di Ivan Fiori

 

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“Bevabbè che bella giornata!” . Chi, da vero romagnolo non ha mai sentito questo intercalare di ottimismo e goliardia come solo noi sappiamo fare?
Se passate a Riccione, nella parallela del Viale Ceccarini più precisamente in Viale Gramsci al civico 22, lo sentirete urlare spesso.

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Riccardo Parisio, 43 anni, bolognese di nascita, riccionese di adozione, ha deciso di cambiare e per una volta di seguire la propria passione e il proprio cuore. Un’ osteria alla vecchia maniera, rivisitata in chiave moderna per dare “conforto” ai nuovi passanti a Riccione, con un bicchiere di buon vino e un tagliere di affettati di prima scelta…….tanto per cominciare.

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“L’idea di aprire il ristorante è venuta dai tempi universitari quando facevo il barista. A quei tempi già sognavo un locale tutto mio.” , racconta Riccardo appoggiato al suo bancone. Già perché questo bancone è suo a tutti gli effetti. L’ha progettato lui per più di un anno, ne ha seguito la costruzione insieme ai falegnami ebanisti chiodo dopo chiodo, e il risultato è un’opera straordinaria. Un banco che ricorda lo stile liberty del primo novecento dei caffè e bistrot parigini.
Il Bevabbè, questo il nome del locale di Riccardo, ha aperto il 22 maggio scorso, nella prima serata d’estate della riviera. E da quel giorno l’epiteto “Bevabbè”  vi garantisco che viene usato spesso: per riferirsi ad una bellissima serata trascorsa, o  al passaggio delle prime gonnelline corte (che ci volete fare, qua siamo nel cuore della Romagna……vi avevo detto che era una questione di cuore no?!).

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Il Bevabbè attualmente è in continuo “movin on”.  Tutto il locale è  una continua ricerca. Per esempio le luci sono opera del light designer riccionese Renzo Serafini, creatore di lampade a soffitto e a parete di un stile completamente innovativo. Il bancone da osteria di cui ho già parlato sul quale sono state inserite dei tavolini pensili su cui mangiare, i tavolini da esterno acquistati da Riccardo nei vari mercatini e mostre di antiquariato e modernariato.
Oggi il Bevabbè propone piatti semplici ma di estrema qualità come:

Piatti proposti:
– i prosciutti mora romagnola di Zavoli
– i culatelli;
– i salami cotti nel sangiovese;
– la mortadella Pasquini di Bologna
– prosciutto Sant Ilario di Parma (classificato dal Gambero Rosso come uno dei migliori 10 prosciutti d’Italia);
– i formaggi di Beltrami;
– il pane di Lievita;
– le olive taggiasche della Bastia di Imperia.
– dolci fatti in casa.
– le conserve, le marmellate e le alici cantabriche di Moreno Cedroni;

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Il Bevabbè è in continua evoluzione, e settimana dopo settimana prendono forma nuove invenzioni in cucina. Riccardo mi anticipa che di prossima uscita saranno la tartare di carne con Fassona piemontese di Boves e l’Hamburger di Fassona e l’Hamburger vegetariano con le melanzane cotte al forno e la ricotta di San Patrignano.

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La carta dei vini propone una buona scelta tra bollicine francesi e italiane, bianchi italiani soprattutto del del Trentino Alto Adige e del Friuli, e rossi italiani, con riguardo della Emilia Romagna, della Toscana e del Piemonte.IMG_6026

Le birre alla spina e in bottiglia sono rigorosamente solo di tipo artigianale.

Oggi il Bevabbè apre i battenti dalle 17.00 fino a dopo mezzanotte, ma è in cantiere un progetto “brunch Bevabbè” che farà anticipare l’apertura all’orario di pranzo.

Ah, dimenticavo, non scambiate in Bevabbè per un bar. Qui ci si rilassa, si chiacchera, si mangia e si beve, e se chiedete un caffè, qui c’è solo quello americano. ……. uomo avvisato…..

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Bevabbè
viale Gramsci 22 angolo viale Corridoni
Riccione
tel. 3463224665

Le tagliatelle? In Italia si mangiano qua!

 

di Ivan Fiori

Da bambino c’era una cosa che non cambiava e non poteva cambiare mai: la domenica, cascasse il mondo, a pranzo la mia nonna preparava le tagliatelle al ragù di carne, rigorosamente fatte con sfoglia tirata a mano, tagliate al coltello, pollo arrosto con patate. Non c’era verso, la domenica, le tagliatelle erano un rito, un atto di fede.

Così da buon romagnolo, o meglio, santarcangiolese, non posso non frequentare i ristoranti dove le tagliatelle vengono create con la stessa passione e amore di mia nonna. La tagliatella per noi romagnoli è come il riso per i cinesi, il kebab per i turchi, la carbonara per i romani e così via.
Ma il problema è: dove trovare la vera tagliatella? (Piccola nota, io scrivo tagliatella perchè ho sempre detto così, va da sè che dicasi tagliatelle).

Lungi da me la volontà di stilare classifiche, stelle, stelline, fiori e bicchieri. Qui si parla e si scrive solo del buon gusto, di dove recarsi per mangiare e trovare la tagliatella, rischiando anche di fare un drastico cambio di percorso e di programma pur di arrivare. Anzi, queste tagliatelle valgono di sicuro il viaggio, ovunque voi vi troviate.

 

Ristorante Albergo Zaghini. P.zza Gramsci – Santarcangelo di Romagna (Rimini)

Se per Proust inzuppare un biscotto nel the ha stimolato oltre cinquecento pagine di ricordi, a me, basta sedermi davanti ad un piatto di tagliatelle di Zaghini. Mio padre mi raccontava già di quel profumo che tutte le domeniche invadeva le scalinate di Santarcangelo. Quelle scalinate che dall’ inizio di corso Cavour e Don Minzoni salgono verso il paese “vecchio”. Per quelle vie, il profumo, l’odore grasso e caramellato dei polli di Zaghini nel girarrosto erano uno stimolo all’appetito, al sedersi a tavola con un buon fiasco di vino.
Il ristorante Zaghini ha una storia centenaria. Nasce nel 1895 fondato dai coniugi Zaghini e apre inizialmente in piazzetta Balacchi (dove ora c’è un’altro ristorante, La Sangiovesa) e si trasferisce con la gestione della signora Velia Zaghini e suo marito Alvaro Rossi nel 1959 nell’attuale sede di piazza Gramsci, la cui gestione è passata nelle mani poi del figlio Edoardo Rossi. Un caro uomo, un amico che ricordo ancora con straordinario affetto e parte di alcuni periodi felici della mia infanzia

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I riconoscimenti a questo locale si sprecano. Esso è divenuto nel tempo un punto di riferimento per gli amanti della tagliatella fatta in casa. Una tagliatella, raccontano i figli di Edoardo, Alessandro e Valentina, che è in procinto di richiedere la certificazione in Camera di Commercio.
Come dicevamo, è divenuto un punto di riferimento importante per molti personaggi noti e meno noti: Tonino Guerra, Federico Fellini, Marcello Mastroianni. Quest’ultimo preferiva preferiva mangiare in un tavolo in cucina vicino alla Velia, una persona, una “azdòra” che per fisonomia e attitudine in cucina gli ricordava la propria mamma.

Nel ’61 già il ristorante Zaghini viene inserito nella guida dell’Accademia Italiana di Cucina fra i migliori ristoranti di Romagna.Targa Zaghini

Le tagliatelle di Zagnini sono piuttosto spesse, rugose, con ragù poco “unto” e leggermente piccante. Il piatto, non ostante il ragù venga fatto con carne e lardo, oltre che saporito non risulta particolarmente pesante, e chissà perchè un piatto non è mai abbastanza.

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La ricetta delle tagliatelle secondo il Ristorante Zaghini viste da Tonino Guerra:

Fare la sfoglia con farina del vecchio mulino di Ravenna e uova di gallina nostrane. Tagliate a fette di un centimetro circa, le tagliatelle non vanno cotte nell’acqua. Tolte dal fuoco al dente, dare uno scappellotto d’acqua fredda alle tagliatelle immerse ancora nell’acqua calda, perchè si rassodino. Quindi colarle subito, non con il normale colapasta, ma con una reticella metallica che faccia scorrere immediatamente l’acqua, affinchè non si rammolliscano.
Il condimento va fatto con lardo macinato, carne di manzo e maiale, odore di cipolla rosolata, conserva, brodo di carne, pepe e sale (la carne e il lardo devono essere rosolati a parte, finchè non si asciughino, poi si aggiunge il resto.
Le tagliatelle vanno condite nel piatto grande, poi nel piatto piccolo, si aggiungono altro condimento e parmigiano. Niente odori tranne quello di cipolla poco rosolata.

 

Trattoria Delinda – via Marecchiese n. 345 – Rimini

IMG_5170Quando di arriva alla Trattoria Delinda, mi sembra di entrare a casa di qualcuno. E’ una cosa fantastica. Sembra che la signora Palmina apra la porta di casa ai viandanti in giacca e cravatta (oggi tutti liberi professionisti) che percorrono ogni giorno la Marecchiese per farli entrare in casa propria. Qui il tempo sembra essersi fermato.

Non si bada tanto alla forma, ma alla sostanza. Mi siedo vicino alla porta di ingresso e la signora Palmina è là, dietro la porta di quella che sembra fosse essere stata la cucina di una casa, e la vedi che ti prepara tagliatelle tagliate al coltello a regola d’arte. Poco manca perchè dopo pranzo chieda un mazzo di carte per passare il tempo con i frequentatori del ristorante e la mia immersione negli anni della mia infanzia è completo.sig.ra Palmina
Qui la tagliatella viene servita in una porzione veramente abbondante con un ragù di carne mentre a parte viene portato anche il sugo con piselli freschi e pomodoro da aggiungere.
La signora Marina, figlia di Palmina, che insieme al fratelli Pierpaolo e Marco gestiscono il locale, ci tiene a sottolineare che la tagliatella viene impastata a mano, lasciata riposare per circa 30/40 minuti, tirata col mattarello e tagliata a mano (!) a coltello.
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Un capolavoro. Parlando con Marina riesco a “rubarle” ancora qualche segreto sul loro “capolavoro”.
Il ragù viene preparato facendo soffriggere cipolla e olio con l’aggiunta di carota e sedano, carne di maiale e manzo.
Articolo di giornale

 

 

La famiglia Canducci gestisce quella “chicca” dal 1962, ma la nonna che aprì il locale come osteria, nacque del 1884.
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Naturalmente la Trattoria Delinda ha altre prelibatezze, come il galletto alla cacciatora senza olive, il coniglio in porchetta e piccione in tegame, ciambella e biscotti, ma oggi quello che conta per noi sono le tagliatelle!
Poche cose, ma fresche e di qualità, e come ricordavo prima, la tagliatella val bene una deviazione!

 

 

Trattoria Renzi – via Canonica 2122 – Santarcangelo di Romagna (Rimini)

Uscendo per qualche chilometro da Santarcangelo, direzione Borghi, ci imbattiamo nell’incrocio di Canonica in un altro storico ristorante per le tagliatelle: la Trattoria Renzi.
La Trattoria Renzi nasce come Osteria negli anni ’40 da Renzi Vittorio e sua moglie Anita.
Ad oggi l’attività è gestita da Renzi Edoardo e la moglie Fernanda insieme al figlio Tomas e la moglie Marzia, mantenendo così la tradizione da tre generazioni e custodendo il segreto delle tagliatelle al ragù.
Anche da Renzi, il rito delle tagliatelle è meticoloso, pieno di passione e tradizione.
La sfoglia viene tirata rigorosamente a mano e tagliata a coltello da due cuoche che ogni mattina alle 6 aprono già i battenti del locale. Tagliatelle di Renzi
Il ragù segue rigorosamente la ricetta delle tradizione romagnola con manzo, maiale e lardo.
Le tagliatelle mi risultano particolarmente “toste” e rugose, caratteristica delle tagliatelle fatte completamente a mano e che ha la capacità di trattenere il sugo.
La caratteristica del sugo di Renzi è quello di essere piuttosto saporito, e talmente buono che spesso capita di chiederne un pò a parte per una “scarpetta” col pane. le tagliatelle di Renzi
Per chi credesse che le tagliatelle al ragù siano un piatto prettamente invernale, per essere contraddetto e smentito , basta recarsi alla Trattoria Renzi in piena estate, sia a pranzo che a cena dove i 150 coperti a disposizione vengono quotidianamente riempiti.Le tagliatelle di Renzi
Pochi piatti, semplici e fedeli alla tradizione, dove le tagliatelle sono il “piatto regina”.

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