Con BOTTURA & CO il panino non è il solito panino. Impariamo la lezione.

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di Ivan Fiori

Qualche tempo fa mi è capitato di ritrovarmi al bar in un bagno di una spiaggia di Rimini che frequentavo tantissimi anni fa. In quell’occasione, fui morso da invincibile tristezza, quando decisi di ordinare un panino. Pane decisamente surgelato, lo stesso dell’epoca oserei dire, due foglie di lattuga, due fette di pomodoro, sottiletta di formaggio. Una spugna. Più asciutto della sabbia.
Oggi, in questa stessa Rimini, si chiude la tre giorni del Circo di Al Méni. La carovana eno-gastronomica capitanata dagli Chef Bottura, Faccani, Silver, Parini, Mantovani e soci.

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Ora, chi pensa che il piazzale Fellini nell’occasione sia diventato un ristorante all’aperto sotto forma festa dell’Unità si sbaglia di grosso (perdonatemi il paragone, la politica qui non c’entra nulla).
Bottura&co hanno aperto al pubblico la loro scuola di cucina, di gusto e della buona tavola.

Per dirla tutta,  ci hanno mostrato la strada.

 

Inutile nascondersi, fare i masochisti sulle solite e deprimenti idee o mancanza di idee. Oggi la gente e il mercato, premiano chi si rinnova, chi investe, chi ci crede! La Francia ci insegna che oltre alla lattuga e al pomodoro c’è sempre una salsa, una vinagrette, l’Asia che anche la carne si abbina bene con la salsa di soia…..

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Per cui non fermiamoci alle solite minestre, muoviamoci, il mondo ha cambiato marcia, ha cambiato gusti, ha cambiato orizzonti.
Ora, dopo aver provato i panini degli Chef Bottura&co, chi ci torna più a mangiare il pane surgelato!

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