Quando bevi, il mondo è sempre lì fuori che ti aspetta, ma……

 

“La vita mi faceva semplicemente orrore. Ero terrorizzato da quello che bisognava fare solo per mangiare dormire e mettersi addosso qualche straccio. Così restavo a letto a bere. Quando bevi il mondo è sempre lì fuori che ti aspetta ma per un po’ almeno non ti prende alla gola.”

C. Bukowski 

 

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Ho visto la mia faccia

«Qualsiasi cosa, del resto, è una perdita e spreco di tempo: tranne fottere di gusto o creare qualcosa di buono o guarire o correr dietro a una specie di fantasma-amore-felicità. Tanto tutti finiamo nel mondezzaio della sconfitta: chiamala morte, chiamala errore. Io non son bravo con le parole. Direi però, dato che tutti ci s’adatta alle circostanze, che certe cose accrescono la tua esperienza, anche se magari non si tratta di saggezza. È possibile peraltro che uno resti per tutta la vita nell’ errore, vivendo in uno stato come d’intontimento o di paura. Ne avrete viste, di queste facce. Io ho visto la mia.»  (C.Bukowski)

La mia faccia

Lo Scricchiolare (C. Bukowski)

Troppo
troppo poco

troppo grasso
troppo magro
o niente.

risate o
lacrime

chi odia
chi ama

estranei con le facce come
i culi delle
puntine da disegno

eserciti che corrono attraverso
strade di sangue
agitando bottiglie di vino
infilzando e scopando
vergini.

un vecchio in una stanzetta
con una fotografia di M. Monroe.

c’è al mondo una così grande solitudine
che la puoi vedere negli scatti lenti delle lancette
di una sveglia.

gente così stanca
mutilata
d’amore e di disamore.

la gente semplicemente non va bene insieme
senza eccezione.

il ricco non va bene al ricco
il povero non va bene al povero.

abbiamo paura.

il nostro sistema educativo ci dice
che possiamo tutti essere
fortunati vincenti.

non ci ha detto niente
degli sfigati
o dei suicidi.

o del terrore di una persona sofferente
in qualche luogo
da solo

senza che nessuno gli parli
senza che nessuno lo tocchi

innaffiando una pianta.

la gente non sta bene insieme
non va bene uno con l’altro
insieme non funziona.

credo che non vi riusciranno mai.
non glielo chiedo.

ma a volte
ci rifletto.

il grando ondeggerà al sole
le nuvole rannuvoleranno
e il carnefice decapiterà il bambino
come mordesse un cono gelato.

troppo
troppo poco
troppo grasso
troppo magro
o niente.

più odiatori che amanti.

la gente non va bene insieme.
se invece stesse bene
le nostre morti non sarebbero così tristi.

intanto osservo le ragazze
spiccare
il fiore del caso.

deve esserci un modo.

di certo deve esserci un modo a cui
ancora non abbiamo pensato.

chi mi ha messo dentro questo cervello?

urla
domanda
dice che una possibilità c’è.

non dirà
«no.»

Charles Bukowski