Il Volo è in ritardo o viene cancellato? Vi aiuta AirHelp.

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di Ivan Fiori

Le vacanze in auto, da trasferimento di massa modello anni ’60, sono un ricordo. Negli ultimi dieci anni, compagnie low cost e di bandiera hanno aumentato la propria offerta in maniera esponenziale, così come le possibili destinazioni (che un tempo richiedevano pianificazioni non indifferenti). AirHelp Logo
I costi per il viaggiatore si sono notevolmente abbassati:  i servizi online ci aiutano quotidianamente nelle prenotazioni e nell’organizzazione di tutti i nostri viaggi.

Le compagnie aeree non sono immuni da disfunzioni, e come ogni altra azienda sono soggetti loro malgrado a disservizi.
Si calcola che ogni anno circa 8,1 milioni di passeggeri abbiano diritto ad un risarcimento dovuto a ritardo del loro volo o dalla loro cancellazione per un controvalore economico di circa 2.5 miliardi di euro e ciò nonostante,  solo il 2% dei passeggeri si è attivato per la richiesta di risarcimento.

AirHelp è una startup che si fa carico delle segnalazione dei viaggiori che si trovano in condizione di avere un volo in ritardo o cancellato,  aiutandoli a riavere indietro i propri soldi attivando un iter legale.
La segnalazione e l’apertura della pratica è totalmente gratuita e in caso di vittoria, AirHelp  si tratterrà il 25% dell’ammontare risarcito.

Requisiti per aprire una segnalazione sono:
ritardo del volo di almeno 3 ore;
oppure cancellazione del volo;
– partenza da un aeroporto UE;
oppure arrivo in un aeroporto UE con una compagnia aerea che ha sede in UE.

Quali diritti?
Se la tratta è fino a 1.500 km si ha diritto a 250,00 euro;
– Se la tratta è fra i 1.500 km e i 3.500 Km si ha diritto a 400 euro;
– Se la tratta è maggiore di 3.500 Km si ha diritto a 600,00 euro.

Ne potrebbe valere la pena, perché non provare?

Apri un reclamo con AirHelp

 

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Vini e Spumanti di Qualità a Riccione

 

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di Ivan Fiori

A Riccione hanno capito, che chi non si muove non solo resta fermo al palo, ma addirittura rischia di perdersi. Dopo l’esperienza vincente della pista da pattino l’inverno scorso, la primavera ha portato ai riccionesi un bellissimo manto verde su viale Ceccarini, il Green Park, rendendolo un “Salotto” immerso più confortevole e accogliente che mai.

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Elio Tognoni e Piero Cerri

 

In questo Salotto, alcuni esercenti ed imprenditori del Viale, Piero Carreri (Enoteca il Vicolo Riccione), Elio Tognoni (Victor Pub) hanno ben deciso che una occasione del genere non andava persa, e di tutto punto hanno ideato, con l’aiuto anche del designer Marco Morosini (Brandina) il week end delle “Bollicine”.

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Riccione si mette quindi l’abito da festa questo week end dall’ 8 al 10 maggio, con un evento dedicato alle bollicine italiane.

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VSQ, (acronimo di Vini Spumanti di Qualità), è un percorso  agli apici del gusto, che unisce un calice di ottimo vino italiano a quello di una passeggiata su uno dei Corsi più belli e più famosi di Italia, Viale Ceccarini.

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Le aziende rappresentate sono:

Cà del Bosco, con il suo Prestige, Franciacorta con uve di Chardonnay, Pinot Bianco e Pinot Nero.
Marchesi Antinori, con il Nature. Lo spumante di uno delle casi vitivinicole più antiche e famose d’Italia. Composto da uve di Chardonnay e Pinot Nero;
Berlucchi, 61 Satèn, 100%% uve di chardonnay per questo Franciacorta con oltre 24 mesi sui lieviti;
Ferrari, con il Perlè. 100% chardonnay, brut della Famiglia Lunelli (Trento) che non ha bisogno di presentazioni.
Bellavista, uno dei punti di riferimento della Franciacorta e delle bollicine italiane.

Si conclude poi con gli assaggi del Golfetta e dei salumi di Golfera a base di culatello.

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5 assaggi di bollicine a 18 euro.

Gli ingredienti quindi ci sono tutti, e finalmente è bello vedere una città, a cui tra l’altro sono così legato, che ha voglia di rinnovarsi, perché oggi non si può stare fermi.

Cin cin.

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STREEAT FOOD TRUCK FESTIVAL fa tappa a Bologna: il cibo da passeggio si fa cool!

 

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di Ivan Fiori

Dopo Roma e Milano, la “carovana pazza” dei furgoncini del “Cibo da Strada” fa tappa a Bologna al Parco Nord di via Stalingrado, fino a domenica 26 aprile. La tipicità dei prodotti italiani si unisce all’estro e alla fantasia di questi “diversi” ristoratori. Quale migliore occasione per provare la tipicità dei prodotti italiani, ora divenuta da passeggio se non il Streeat Food Truck Festival 2015?Sf9

Piatti alla Mozzarella di Bufala e pomodoro, pizza romana e mortazza, hamburger di Chianina, ciabatte con porchetta, panini alle erbe aromatiche saltate, piatti vegani, friselle, pizza fritta, fritto da passeggio……e naturalmente piadina.

 

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Buscaglione, Elvis….i Food Truck cucinano i migliori prodotti del territorio italiano strizzando l’occhio oltre oceano.

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Proprio loro mi dicono che alla fine di tutto il Food Truck è una scelta di vita, uno stile di vita, l’Eldorado per chi  ha provato di tutto e di più e alla fine ha trovato così la realizzazione dei propri sogni.

Non pensate mai quindi che le persone, gli chef che vi servono questi succulenti piatti siano degli improvvisati. Qui c’è tanto studio, anni di preparazione, di prove, che va da design del “Furgoncino”, alla ricerca dei piatti (senza piatto) da proporre. Qui siamo di fronte a vera e propria arte di cucina, in versione da passeggio. Quindi onore e merito!

Come al solito però, il nostro Paese, è rimasto piuttosto ancorato alla preistoria per quanto concerne le autorizzazioni e vicende di questo tipo di attività. A differenza di quanto avvenga in altri paesi come Spagna, Francia, per non parlare degli Stati Uniti, la solita farraginosa burocrazia e la solita mancanza della filosofia del  “benvenuto a chi sa e ha voglia di lavorare”, rallentano notevolmente e spesso disarmano moralmente chi vuole iniziare questa splendida attività.

A riguardo potere leggere questo articolo de Ilsole24ore.

Take it easy!

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Quando bevi, il mondo è sempre lì fuori che ti aspetta, ma……

 

“La vita mi faceva semplicemente orrore. Ero terrorizzato da quello che bisognava fare solo per mangiare dormire e mettersi addosso qualche straccio. Così restavo a letto a bere. Quando bevi il mondo è sempre lì fuori che ti aspetta ma per un po’ almeno non ti prende alla gola.”

C. Bukowski 

 

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Caparsa: quando la passione crea un’opera d’arte

di Ivan Fiori

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E’ una di quelle mattine calde di inizio primavera. Quelle che non sai mai quanto durerà e quando arriverà la prossima perturbazione da nord, ma la data era fissata. Ore 7.30 antimeridiane, si parte, in moto, tutta una tirata. Da Santarcangelo di Romagna a Radda in Chianti per far visita a uno dei produttori di vino che più mi hanno colpito durante le anteprime toscane di febbraio e marzo, un Chianti è un opera d’arte, un atto d’Amore: l’azienda Agricola Caparsa di Radda in Chianti appunto.Caparsa 8
Paolo Cianferoni, titolare dell’azienda, ci aspetta, in giacca e cravatta seduto alla sua scrivania davanti al proprio computer. Invece no, il buon Cianferoni, appena ci vede, ci lancia un urlo: “Adesso arrivo, finisco qui sul muletto!”. Capite di cosa stiamo parlando? Di una persona, di una famiglia che segue le stagioni e le combatte per proteggere il proprio lavoro, il proprio prodotto, la propria opera, il proprio territorio. Un risultato finale è  un vino che non nasconde la propria anima quasi a prenderci per mano per condurci sulle colline dove è nato. Un’anima che viene dalla terra e dal territorio. Che ancora sa delle mani sporche di terra di chi la produce tant’è che Paolo Cianferoni con orgoglio ci mostra ancora i funghi e i batteri che “lavorano” nella sua cantina, un a cantina un tempo la stalla per i buoi e le vacche ora luogo di lavoro e di riposo di questo vino.

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L’azienda è stata creata dal padre di Paolo Cianferoni alla fine degli anni sessanta e gestita da Paolo dal 1982. Ha una particolare posizione sul lato nord-est del “poggio” a pochi chilometri da centro di Radda in Chianti. Produttore di vini biologici quale di Caparsino, il top della produzione, un Chianti Classico che unisce una sua potenza olfattiva ad una eleganza sconosciuta ai più. Rubino granato di grande intensità. L’acidità notevole rende il finale in bocca interminabile. Nella verticale che abbiamo assaggiato in azienda il 2010 è qualcosa di unico. Profumi intensi di prugna sottospirito, bacche rosse, una tannicità morbida sostenuta da una acidità di tutto rispetto appunto (Radda, è una zona con vini che hanno la particolarità di avere una particolare e forte spina acida e quindi di creare vini longevi). Che meraviglia. Forse anche questo il frutto del termine di un processo di cambiamento fatto negli anni dall’azienda Caparsa, dove i nuovi cloni delle viti danno un tannino più morbido e che al contempo l’alzarsi delle temperature negli anni aiutano a produrre un Chianti di 13 gradi.
L’altro grande prodotto è il Doccio a Matteo, un rosso a cui al sangiovese è stato aggiunto un 5% tra ancelotta e colorino, in modo di abbassare l’acidità.Caparsa 4 Caparsa 7

 

 

 

 

 

 

 

Quest’anno l’azienda Caparsa è in uscita anche con un vino che a me è piaciuto veramente tanto, il Rosato di Caparsa. Un vino rosato, da uve di sangiovese, che potrebbe deludere chi si aspetta un prodotto di serie minore, un vino da aperitivo.

 

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I funghi e i batteri della Cantina Caparsa al lavoro

E’ un vino magnifico, corposo, un vino da tutto pasto. Un vino ideale che personalmente immagino già ad accompagnare  in estate le tagliatelle al ragù di mia madre o la mia insalata con radicchio cipolla, sardonici e piada. Un colore rubino scarico e una impronta di forte acidità in bocca.

Non è tutto qui. Un altro prodotto che mi ha veramente impressionato è il Vin Santo di Caparsa, ottenuto da uve di Malvasia Bianca, Trebbiano e Malvasia Nera. Di colore ambrato, uno dei “Vin Santo”  migliori nel rapporto qualità prezzo che abbia mai assaggiato.

 

 

 

 

 

 

La visita alla “tenuta” Caparsa ha confermato un grande attaccamento al territorio da parte della famiglia Cianferoni. Una produzione limitata, di circa 20 mila bottiglie l’anno ne fanno una chicca per appassionati e intenditori. Il Caparsino rappresenta una delle migliori rappresentazioni del Chianti Classico che abbia mai provato.  Questa è l’espressione massima di questo territorio.

Azienda Vitivinicola Caparsa
Radda in Chianti (Siena)

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