Il sigaro cubano

Qual è il sigaro migliore? Qual è la migliore marca? Bhe, direi che mai nessuna domanda fu più inetta ed inopportuna. Sarebbe come chiedere qual è il vino migliore, qual è l’orologio migliore……qual è il capo di abbigliamento migliore e così via.

Diciamo subito una cosa. gli argomenti di questa rubrica, se così volgiamo chiamarla, non è tanto il sigaro havana, ma il Piacere del sigaro havana. Non esiste una marca migliore dellle altre. Esiste un sigaro per tutti i momenti della giornata. Il sigaro per il caffè delle 11.00 del mattino, magari un perla di Partagas o Hoyo de Monterrey, il sigaro per il dopo pranzo, magari un Corona, un sigaro per l’aperitivo, magari un robusto di El Rey del Mundo, un sigaro per il dopo cena, magari un Sir Winston Churchill, ma andiamo con ordine.

Innanzitutto è bene ricordare che la storia del sigaro è cosa assai antica, e la nostra conoscenza è dovuta al signor Cristoforo Colombo che, approdato nelle isole caraibiche, vide le gli “indiani” fumare queste foglio di tabacco arrotolato.

Cuba

Il tabacco (nicotiana tabacum) è una pianta originaria del Sudamerica (precisamente dei pressi del lago Titicaca), molto diffusa in tutte le civiltà precolombiane: la usavano gli aborigeni come foglia medicinale per curare diverse malattie e ne utilizzavano il fumo nei riti religiosi.
Uno dei marinai arrivati nel Nuovo Mondo con Cristoforo Colombo nel 1492, Rodrigo de Jerez, è stato responsabile dell’introduzione in Europa dell’abitudine di fumare questa foglia. I nativi arrotolavano foglie di palma o mais mettendo all’interno il tabacco, poi ne accendevano un lato e “bevevano” il fumo dall’altro. Jerez, tornato in Europa, introdusse quest’usanza ma l’inquisizione spagnola che giudicava la sua abitudine “peccaminosa ed infernale” lo imprigionò. Quando fu liberato, sette anni dopo, l’abitudine del fumo era ormai diffusa.

cabinet 50

La Chiesa si è impegnata per tanti anni a combattere il tabacco sia in Spagna che in altri paesi europei, ma già a metà del Cinquecento l’abitudine di fumare era diventata una moda per tutte le classi sociali. Addirittura Jean Nicot, uno degli ambasciatori della regina di Francia, Caterina de’ Medici, le portò in omaggio non solo le foglie ma anche i semi, per mitigare le sue consuete crisi d’emicrania. Non a caso il famoso naturalista svedese Linneo decise di derivare dal cognome del diplomatico il nome scientifico della curiosa specie botanica (nicotiana tabacum).

Il Colonialismo ha svolto un ruolo fondamentale per il tabacco caraibico. Il sigaro arriva in Europa all’inizio del sedicesimo secolo, soprattutto in Spagna che  risulta essere un vero centro di importazione importante del sigaro cubano, che ha a Siviglia il suo centro.Dalla penisola si espande in altre parti del vecchio continente, Francia, Russia e soprattutto Gran Bretagna. Oggi possiamo dire senza dubbi che il mercato  inglese è quelllo di maggior peso nell’importazione dei sigari da Cuba.

 

I formati dei sigari:

A Cuba le misure dei sigari si chiamano “vitolas”. La Vitola de galera è il termine che indica le misure di un sigaro (es. Robusto)a prescindere dalla fabbrica produttrice o dalla marca che lo commercializza; la Vitola de Salida è il nome che si trova nella scatola,in pratica il nome con il quale il sigaro viene commercializzato.  Ad esempio la vitola de galera Robusto 124mmx50 potrà chiamarsi “Epicure No.2”(vitola de salida) nella fabbrica di Hoyo de Monterrey , e “Specially Selected” nella fabbrica di Ramon Allones.

Una distinzione basilare, viene fatta tra i parejos e i figurados, dove per parejos si intendono quei sigari che hanno una forma lineare con i due lati simmetrici e per figurados, i sigari con simmetria irregolare, forme con  particolari caratteristiche per ogni modulo, possono avere testa e capo aperti o chiusi, possono essere a punta o arrotondati, insomma è un mondo a se stante ma molto affascinante.

Tra i parejos ricordiamo:

Corona – Questo formato è il riferimento su cui tutti i sigari vengono misurati. Le dimensioni sono 142mmx16.67mm di diametro(cepo 42) e offrono 40 minuti abbondanti di piacevole fumata. Tra i corona troviamo il No.3 di Montecristo e  Le Hoy du Roi di Hoyo de Monterrey.

Petit Corona – Come il nome lascia intendere si tratta di sigaro più piccolo del precedente 129mmx16.67mm di diametro (cepo 42), tra gli altri troviamo i Regalias di H.Upmann e i Mille Fleur di Partagas.

Marevas –  Il formato più venduto al mondo, quello del Montecristo n.4 e del Siglo II di Cohiba, misura 129mm per un diametro di 16.67 (cepo 42). Il tempo di fumata è di 30 minuti circa.

Robusto – Misura 124mmx19,84mm (cepo 50) tra cui il Partagas serie D no.4 e il Robustos di Cohiba, si tratta di una delle prime scelte per molti aficionados, gusto pieno e racchiuso in buon calibro che in circa 40 minuti, offre ottime sensazioni ai fumatori già sperimentati.

Invece tra i figurados principali possiamo trovare:

Piramides – Un formato molto affascinante alla vista, calibro grosso che misura 156mmx20.64mm(cepo 52) e annovera pezzi pregiatissimi tra i quali il Robaina Unicos e il Montecristo No.2 , molti pensano che la speciale forma offra vantaggi di combustione che comunque non è mai sotto l’ora.

Campanas – Simile ad un Piramides per un inesperto. Pur mantenendo lo stesso cepo 52, ha una lunghezza minore (140mm). Una fumata bella e accattivante di poco meno di un ora, un modulo per intenditori. In questo formato ritroviamo l’ottimo Belicosos Finos di Bolivar e il Belicosos di Sancho Panza.

Culebra –  Famoso il culebra di Partagas, letteralmente “serpente” in spagnolo, consiste in 3 pezzi attorcigliati tra loro,lunghi e sottili, testa a punta e separata e si fumano uno alla volta, la misura è 14.6mmx15.48 di diametro (cepo 39).

 

Le marche più note:

Ricolleghiamoci al dilemma iniziale. Qual è il sigaro migliore? Quale marca?

Bhe, sinceramente il dilemma è così arduo tanto è banale. E’ nato prima l’uovo o la gallina? Meglio Wagner o Verdi? Pink Floyd o Rolling Stones? Che triste sarebbe se qualcuno ci dicesse cosa è il meglio per tutto, sulla scia del Grande Fratello di Ornwell.

Fortunatamente (mi auguro che la pensiate così) ognuno di noi può provare e scegliere la marca e la vitola che preferisce. Ma veniamo alle nostre marche:

COHIBA: la più conosciuta, la più blasonata. La sua origine ha “dicerie” piuttosto vaghe, ma la leggenda narra che Fidel Castro apprezzò questo sigaro regalatogli dall’amico torcedor Eduardo Ribera così tanto (siamo nell’anno 1963) che lo stesso Fidel gli concesse di produrre questi sigari nella rinomata fabbrica di El lauito (1968) con a capo Avelino Lara. La produzione per anni è rimasta ad uso e consumo eslusivo del governo e dei suoi ospiti. Lo stesso Castro offriva dei Cohiba Lanceros come dono diplomatico. Poi la vendita è stata aperta a tutti, le vitolas sono aumentate così come le fabbriche di produzione (a scapito anche della qualità?). Cohiba è sempre rappresentato qualcosa di esclusivo e questo è sempre stato palese anche nel prezzo.

PARTAGAS: una delle mie preferite. Sigari decisi, senza fronzoli. Tante le vitole prodotte da questa marca. Il suo doppia corona, il Lusitania ha fatto la storia, così come il Robuso, il D n.4.  I partagas sono diffusi in tutto il mondo, ma dei moduli più comuni la reperibilità è alterna in quanto riservati a specifici paesi: Svizzera, Gran Bretagna. Ottimo il rapporto qualità prezzo.

Partagas fabbrica

MONTECRISTO: una operazione di marketing di inizio ‘900 non indifferente. Logo semplice, sei spade intrecciate su fondo giallo, produzione ad alti volumi. Grande esportazione verso gli USA. La leggenda anche qui narra che fosse il sigaro preferito da da Che Guevara, ma mi astengo da ogni parere in merito. Tra le vitole più importanti ricordiamo: Monte A ovvero il Gran Corona per antonomasia. Una fumata di oltre due ore che potrebbe stupire chiunque, il Monte n.2 ovvero un piramide deciso e morbido a tratti a cui porduzione però in alcuni anni non è stata all’altezza e il troppo diffuso Monte n. 3 ovvero un corona.

ROMEO Y JULIETA: il catalogo è piuttosto ricco, quasi quanto Partagas e i fatti a macchina sono tanti. A parer di chi scrive una degna nota meritano unicamente i Churchill e i Belicoso. Quest’ultimo un campana, oramai di difficile reperibiltà.

H.UPMANN: il logo e l’essenzialità dell’anilla ricordano molto Montecristo. Da notare del resto che nel catalogo, spesso il piramide di H.Upmann, il n.2 , viene accostato al Monte n.2. E’ una marca molto famosa soprattutto in Inglilterra. Gusto pieno e terroso. Da ricordare che il petit corona di H.Upmann fu il sigaro preferito di JFK, il quale, almeno così narra anche questa leggenda, prima di decretare l’embargo di Cuba, pensò bene di fare incetta di petit.Ultimo, ma non per importanza, il Sir Winston. Sigaro potente, a tratti che regala note celestiali a chi lo fuma. Sigaro sicuramente da meditazione così chiamato in onore del grande omonimo Primo Ministro britannico che ne era un quotidiano consumatore.

h.Upmann

PUNCH: Antica marca destinata al mercato inglese. Punch in inglese significa pugno e il logo della marca richiama la Pulcinella britannica e il famoso giornale satirico. Catalogo importante, cui nota al merito senza ombra di dubbio la hanno i due Super Selection n. 1 e n. 2, rispettivamente un corona gorda e il robusto. Fantistiche erano le loro confezioni in cabinet da 50 senza anilla, e il Double Corona (prominiente).

HOYO DE MONTERREY: grande sigaro. Noto per le sue note mielose e floreali. Da chi ha avuto la fortuna di provarlo, si dice il più vicino come caratteristiche alla serie degli Chateaux di Davidoff. Particolarmente interessanti il double corona, l’Epicure n. 1 e n. 2 (come per Punch) rispettivamente corona gorda e robusto, e i piramide della serie limitada.

RAMONES ALLONES: una delle mie marche preferite. Sigaro di difficile reperibilità. Potenti e ben costruiti. Aroma intenso.Caffè, cacao, frutta secca tostata. I Gigantes (double corona) e i Specially Selected (robusto) i re del catalogo.

SANCHO PANZA: questa marca, è molto importata e diffusa in Spagna, e come tutto quello che si trova in Spagna (in riferimento a sigari cubani naturalmente) molto spesso la qualità lascia a desiderare. Personalmente sono un fan del Bellicoso, un campana estremamente grasso e burroso che si lascia fumare in tutte le ore della giornata.

Churchill

 

 

Con cosa abbinare il vostro Puro:

Direi che qui la scelta è del tutto personale. Mi guardo bene da prendere tutto come dogma dettato dai “puristi”. Per esempio io non amo il rhum, preferisco molto di pìù un buon bicchiere di Porto, di vino rosso particolarmente corposo (Barolo e Amarone), Gin, gin-tonic e perchè no, un bel the a metà pomeriggio o caffè e non da ultimo un bel calice di champagne.

cubane 

Concludendo:

L’avana vuoi per i prezzo, vuoi per la sua esclusività è sempre stato sempre sbandierato da personaggi famosi. Chi non ricorda le copertine di riviste americane e non riempita da attori con un bel “cepo” in bocca? Oppure personaggi storici, come Sir W.Churchill? Questa cosa credo che abbia attirato serie di “non degni seguaci” che fumano i sigari unicamente per ritrarsi con aria spocchiosa e unicamente per apparire “diversi” e per distinguersi.

Il mio consiglio e il mio augurio è quello che voi assaporiate questo spettacolare gioiello per voi stessi, magari regalandone uno ad un “degno” amico che lo sappia apprezzare. Il sigaro va gustato in solitudine, lontano da occhi indiscreti per regalarsi un momenti di degno relax o di meditazione.

Come dice il Maestro Plenizio, un buon avana può alleviare i problemi, ma non può risolverli.

Sempre meglio rispettare gli altri quando si è in pubblico, valutare sempre la direzione del vento per non invadere l’altrui privacy.

 

 

Cosa leggere:

Sugli Avana sono stati pubblicati tanti libri, alcuni interessanti altri meno. Personalmente ritengo che i miei preferiti siano:

 

  • Avana nel Coràzon di Gianfranco Plenizio: un libro con poche fotografie ma un racconto straordinario di un vero amante dei Puros. Da leggere tutto d’un fiato.
  • An Illustrated Encyclopaedia of Post-Revolution Havana Cigars di MiAvana nel Coràzonn Roon Nee: uno dei più grandi collezionisti di avana. Un must. Foto di collezioni pre-castro e non.
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