Mingalaba’/Sabadii/Selamat paghii = Ciao, in Birmano/Laotiano/Malese Ivan !!!

 

Dopo l’avventura trascorsa ad inizio 2014 in Thailandia e Cambogia, Ivan Romeo Zavatti torna in Oriente alla volta della Myanmar (Birmania), Laos e Malesia.

 

di Ivan Romeo Zavatti

Questo viaggio e’ durato quasi due mesi, e raccontarti tutto cio’ che ho
visto, le persone che ho incontrato, i luoghi che ho visitato, le lingue che ho
parlato … mi ci vorrebbe almeno un giorno. Cerchero’ di raccontare le cose
salienti e trasmettere un po’ di desiderio ad un viaggio in questi Paesi,
cercando, al contempo, di essere conciso .

Il tutto inizia giovedì, 4 dicembre 2014.
Il lungo volo Bologna/Parigi/Bangkok/Yangon, con cambi di aerei e’ andato
bene. 2 gg a Yangoon per riprenderci, ( mi accompagnava l’altra meta’ del
cielo), visitando l’ex capitale birmana con la sua stupenda pagoda Shwedagon (
foto 1 ) ,

Foto 1
Foto 1

edifici coloniali, molti fatiscenti ma che ricordavano un passato
glorioso. Poi, il giorno successivo, 5 ore di auto per raggiungere Golden rock
( foto 2 ); questo masso sospeso che e’ meta dei buddisti birmani. Ricoperto di
foglie d’oro, in bilico sulla monte Kyaiktiyo e’ un’impresa raggiungerlo, ma ne
vale la pena.

Foto 2
Foto 2

 

Il giorno dopo rientro aYangon con tappa a Bago ( foto 3 ), l’antica capitale
e l’indomani volo su Mandalay. Due giorni passati tra pagode e musei nelle
citta’ di Amarapura, Inwa ( Awa ) , Sagaing ed
il famoso ” u bein bridge ” , 1500 mt di lunghezza, tutto in legno
teck, per poi, in auto con autista, ci siamo fatti 190 km per raggiungere Bagan
( foto 4,5,6), sito archeologico importantissimo. Patrimonio Mondiale
dell’Umanita’. Da solo vale il viaggio.

Foto 3
Foto 3

Foto 4
Foto 4

 

E’ l’equivalente di Angkor Wat in Cambogia, ma su una superficie
molto piu’ vasta. Per questo, sempre con l’autista, per i 3 gg che ci siamo
fermati, abbiamo capitalizzato al massimo il tempo.
Imperdibile.
Paesaggi mozzafiato, sia all’alba che al tramonto, osservando queste pagode
che si ergono in mezzo alla foresta, con i contadini ed i loro carri trainati
dai buoi, come succedeva da noi 100 anni fa ! Unico !

Poi, con un volo interno su Nyaungshwe, per vedere il lago Inle, visitarne i
villaggi su palafitte, in barca, ed i mercati delle popolazioni della montagna
che offrono i loro prodotti di artigianato e non. Con le sue pagode e’ un’altro
must della ex Birmania ( foto 7).

Foto 5
Foto 5

Foto 6

Foto 6 

 Il nostro viaggio prosegue, e dopo tanto camminare, una pausa al mare, a

Ngapali beach, davanti alle isole Andamane che raggiungiamo tramite volo
interno su Twande. Alloggiamo in un resort da urlo, il Twande beach resort (
foto 8, 9 ).
Mare verde smeraldo, sole a pacchi, da evitare dopo le 12, e rientro in
spiaggia dopo le 15. Bungalow attiguo alla spiaggia, a pranzo ed a cena, pesce
come se piovesse !
La settimana corre veloce tra bagni e grigliate, ed il volo successivo ci
riporta a Yangon, dove dormiamo la notte e l’indomani prendiamo il volo per
Kuala Lumpur, Malesia.

Foto 7
Foto 7

Foto 8
Foto 8

Foto 9
Foto 9

Consiglio sempre di raggiungere la localita’ da cui si parte, in aereo, il
giorno precedente alla partenza, perche’, specialmente in quei Paesi, e’ facile
che qualche imprevisto impedisca di partire l’indomani ! Occhio !
Anche a KL ci fermiamo una notte, ed alloggiamo vicino all’aeroporto, ( la
visiteremo poi ), perche’ il volo di Air Asia ( ti dice niente la compagnia ?
Ne abbiamo fatti 5 con loro ! ) da Yangon, non c’era diretto su Vientiane,
capitale del Laos, prossima nostra meta.

Foto 10
Foto 10

Atterriamo a Vientiane ed alloggiando al centro, noleggiamo due bici e
giriamo la citta’ visitando i luoghi piu’ interessanti ( foto 10,11 ).
Sempre tanto caldo, ma va bene così, pochi turisti, e sempre ottimo cibo
locale. Dopo 2 gg prendiamo l’autobus che in 5 ore ci porta a Van Vieng, ex
luogo di ritrovo degli hippies, tranquilla, adagiata lungo il fiume e piena di
ragazzi, non della nostra eta’ ……un poco piu’ giovani ! Bici anche qui e
visita delle grotte e della laguna blu’ che raggiungiamo, senza saperlo, dopo
aver percorso 7 km di sterrato, pieno di sassi e buche con una bici tipo…
graziella !!! Ne vale la pena, ma non in bici ! Al rientro, impresentabili,
nella nuova colorazione rossastra, corpo/abiti pendant, non ci volevano far
entrare a Villa Nao Song, in quanto irriconoscibili !!! ( foto
12, 13 ,14, 15).

Foto 11
Foto 11

 

Dopo 3gg, con un minivan, in circa 5 ore, raggiungiamo Luang Prabang, l’antica
capitale del Laos, piena di ristorantini, alberghi, con un lungo fiume che la
sera regala dei tramonti da cartolina. Il Mekong, con le sue acque placide,
riempiva i nostri occhi ogni mattina quando aprivano la veranda e ci godevamo
lo spettacolo. Il mercatino serale, dalle 18 alle 23 catalizza l’attenzione di
tutti i turisti ( foto 16). Dopo 4 gg abbiamo lasciato per rientrare
a Vientiane dove l’indomani ci attendeva il volo su KL, Malesia.

Ho ritirato l’auto che avevo prenotato al Klia2, l’hub di Air Asia, e poi via
ad Ipoh, 180 km a nord, per visitare, nei 2 gg successivi le Cameron Highlands
dove vi sono le coltivazioni di the, ed anche la citta’ stessa e’ molto
interessante con i suoi edifici storici ( foto 17, 18 ).

Foto 12
Foto 12

 

Foto 13
Foto 13

Foto 14
Foto 14

Foto 15
Foto 15

Si riparte, poi, per George Town , 180 km a nord ovest, nell’isola di Penang,

raggiungibile con un’incredibile ponte lungo 13 km ! Nonostante in Malesia, si
guidi a sx, ho fatto un reset con il cervello, come l’anno scorso in
Thailandia, e riesco, senza alcuna difficolta’, a guidare, sia nelle rotonde
che negli incroci… ( gli juventini hanno sempre una marcia in piu’ !!! ).

George Town e’ Patrimonio mondiale dell’Umanita’ ed e’ molto interessante, da
girare rigorosamente a piedi, alloggiando nella parte vecchia ( foto
19, 20).
Visitato anche il parco delle farfalle, molto interessante, con tantissime e
bellissime, coloratissime farfalle che ti volano attorno, oltre ai soliti
edifici, palazzi, forte etc. Sempre pesce, come nutimento.

Foto 16
Foto 16

Foto 17
Foto 17

Foto 18
Foto 18

Foto 19
Foto 19

Foto 20
Foto 20

Foto 21
Foto 21

Dopo 3 gg puntiamo la prua della nostra Proton ( auto indiana, validissima, 4
porte ) a sud, e dopo circa 600 km raggiungiamo la mitica Malaka.
Qui sono passati e si sono anche fermati, tutti, ( mancavamo solo noi … )
olandesi, infatti il municipio, Stadthuys, rosso, e’ consideraton l’edificio
olandese piu’ antico di tutto l’oriente essendo stato costruito nel 1641 ed e’
la copia del municipio di Hoorn, nei Paesi Bassi; portoghesi con le vestigia
della ” Porta de Santiago “( foto 21 ), meta imperdibile, facente parte di un forte
costruito dai portoghesi nel 1511; la St Paul’s Church, costruita da un
capitano portoghese nel1521 ed altro ancora, a cominciare dalla sua vitalissima
Juncker street, piena di ristorantini e che la sera si trasforma in un
mercatino a cielo aperto dove si acquistano prodotti artigianali locali e si
gustano cibi a noi sconosciuti. Anche inglesi e francesi non hanno mancato di
lasciare tracce del loro passaggio.

“Tempus fugit”, e così rientriamo a KL, lascio l’auto e dormo al Tune hotel,
dentro l’aeroporto perche’ l’indomani alle 8 ho un volo su Langawi, isola a
nord della Malesia, dove prenderemo un traghetto per raggiungere Koh Lipe,
splendida isola thailandese che ci accoglie dopo un’ora e mezza circa di
traversata. Qualche difficolta’ nello sbarco perche’ non vi e’ porto, e per
un’altra settimana ci crogioliamo al sole sulle varie e belle spiaggie
dell’isola. Walking street e’ la via, larga 2 mt, dove la sera tutta la
popolazione dell’isola trova il proprio ambiente per tirare notte. In
alternativa altri ristoranti sulla spiaggia rendono ancora piu romantica la
serata. Il pesce la fa da padrone e noi ci lasciamo volentieri corrompere da
barracuda alla griglia, tiger prowns ( scampi come mai avevo visto, grandi
quanto la mia mano e super buonissimi, meglio dell’aragosta… il prezzo,
pero’, e’ anch’esso proporzionato ), red and white snapper, pesci mai visti, ma
buonissimi al palato, di cui non ricordo il nome, crabs di tutte le dimensioni
e tantissime qualita’ di molluschi, unitamente alle tante aragoste che si
tovano nel pescosissimo mare ( foto 22,23,24,25,26).

 

Foto 22
Foto 22

Foto 23
Foto 23

Foto 24
Foto 24

Foto 25
Foto 25

 

Foto 26
Foto 26

 

Foto 27
Foto 27

 

Anche questa settimana all’insegna del riposo vola e siamo gia’ sulla via del
ritorno, che replica l’andata.
Arriviamo a KL e qui ci attende un’altro Top hotel: il Traders Hotel.
Ho scelto una Club room, al ventinovesimo piano, dei 32. All’ultimo c’e’ il
nightclub e la piscina. Da urlo ! (Se ci andrai, ti relazionero’. )
Ubicato proprio di fronte alle Petronas Towers, ( l’ho scelto proprio per
quello ), davanti al parco, con una pista in tartan per il running e con delle
bellissime fontane che la sera s’illuminano unitamente alla musica, regalando
al pubblico presente dei bellissimi effetti scenici ed acustici. Il tutto
attorniato da diversi ristoranti presenti alla base delle Petronas, dove e’
piacevole consumare la cena assistendo a tale spettacolo ( foto 28).
KL e’ molto interessante, in continua evoluzione ( piena di gru… ) e noi
abbiamo cercato con certosina pazienza, quei luoghi testimonianza di un passato
ancora vivo negli indigeni, ma altresì ci siamo fiondati in megapalazzi pieni
delle ultime novita’, in materia di elettronica.

Poi, inaspettatamente, arriva il giorno, e’ meglio dire la sera della
partenza, perche’ a mezzanotte del 21 gennaio 2015, dopo 4 giorni a KL, la
mercedes 380 del Traders, con autista, ci accompagna all’International
Airport, 65 km dal centro citta’.

Stavolta, non e’ stata una mia scelta, ma il manager dell’hotel, di sua
iniziativa, ci ha concesso questo privilegio per farsi perdonare un errore del
suo staff ….

 

 

Voliamo con Klm, Kauala Lumpur/Amsterdam/Bologna, poi mitico BMW2, ( in moto

al primo colpo, dopo due mesi sotto la pioggia ed il freddo … ) fino a
Santarcangelo di Romagna.

Fine dei servizi all’altra meta’ del cielo !!! ( Servizio di facchinaggio
compreso, per tutto il viaggio !!! ).

Foto 28
Foto 28

Il mio impulso a viaggiare e’ irrefrenabile, fa parte della natura umana, e’
una passione che divora ed arricchisce allo stesso tempo, come il desiderio
della felicita’. Viaggiare permette di conoscere gli altri, ed attraverso gli
altri, se stessi.

 

Permette di svincolarsi dai lacci dei sistemi sociali, perche’ l’identita’ umana e’ mutevole. Per trovare la liberta’ bisogna uscire

dal sistema e capire altre culture: e’ la possibilita’ di scegliere i modi in
cui dare senso alla propria vita che permette di essere liberi. E’ la liberta’
di credere in se stessi, nei propri sogni e possibilmente, realizzarli.

Ripresa degli allenamenti in preparazione della maratona di Londra, domenica
26 Aprile.

Sei ancora lì ?
Sono stato conciso, no ?!?
At saleut.
Ir.

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Thailandia e Cambogia … on the road !

“Ivan perché non mi racconti di uno dei tuoi viaggi?”
Così è nato questo articolo. Ivan Romeo, mio cugino, che da una vita ha una passione smodata per tutto ciò che è riguarda il viaggio. Che sia una maratona ad Atene o a Boston, che sia uno Stato in Medio Oriente anche se devastato dalla guerriglia, lui ci deve andare. Ah dimenticavo, ogni viaggio è frutto di uno studio non indifferente, di prenotazioni telefoniche….altrochè internet!
Ecco la sua ultima avventura fatta a fine anno 2013.

di Ivan Romeo Zavatti

Trentatre giorni vissuti intensamente, riempendomi gli occhi e la mente di nuovi orizzonti e sensazioni.
Anche lo stomaco ha goduto ed il cuore ha assemblato il tutto emozionandosi ancora.

Ho rischiato di perdere il volo, il 12 dicembre scorso,per due motivi.
Il primo, perche’ il treno proveniente da Lecce era stato bloccato a Barletta causa lo ” sciopero dei forconi ” per un’ora, ed il secondo perche’ a Milano, il pulman che ci doveva portare a Malpensa e’ rimasto imbottigliato nel traffico. Dopo 1 ora e 15 min. eravamo ancora fermi in autostrada, quando bastano 45 min per arrivare. Solo l’iniziativa dell’autista che, mettendosi sulla corsia d’emergenza per 6/7 km, ha superato le due file di auto bloccate rientrando poi in corsia, ci ha permesso di arrivare al cheque-in 10 min prima che chiudesse. Non vi era piu’ nessuno e giunti al gate, stavano gia’ imbarcando !!!

Phom Penh, Cambogia, Palazzo Reale
Phom Penh, Cambogia, Palazzo Reale al tramonto.

Sito archeologico di Sukhotai - Thailandia
Sito archeologico di Sukhotai – Thailandia

Superati questi imprevisti, i 2 voli della Qatar, ( Doha e Bangkok ) si sono rivelati puntuali. Giunti a Bangkok alle 21, non era finita, alle 22 avevo un’altro volo per Chang Mai, che sono riuscito a prendere evitando la fila ai passaporti ( vi erano oltre 1000 persone ) utilizzando il varco dei piloti dopo aver ” affascinato ” una tardona thailandese di 70 o piu’ anni.

Con quel target di donne, sono irresistibile !!! Almeno quelle, no ?!?
Ci fermiamo ( sono in viaggio con l’altra meta’ del cielo) 4 giorni e visitiamo così tanti Wat ( dimore dei monaci ) che mi escono dalle orecchie. Ho visto così tanti Buddha che ne ho la nausea. La citta’ merita, il suo mercato diurno e serale ancor di piu’. La parola piu’ usata in Thailandia e’ : “massage !!!”

Ne abbiamo visti a migliaia, prezzi modici ( 70 bath per mezz’ora a Chang Mai, il doppio a Bangkok … 1euro = 45 bath ) e ne abbiamo approfittato. Tutti si fanno massaggiare, tutti i giorni. E’ anche utile dopo una giornata passata a camminare per i vari siti. Da Chang Mai siamo stati a Sukhothai ed a Si Satchanalai, ( 60 km distante ), entrambi Patrimonio Mondiale dell’Umanita‘, in 4 ore di auto, solo andata. Scelta perfetta. Meritano assolutamente. Tantissimo da vedere e con l’auto al seguito si capitalizza il tempo ed in 5 ore si vedono entrambi. Il rientro la sera vero le 22.
Poi, con un volo dell’Air Asia, siamo scesi a Phuket. Noleggiata l’auto all’aeroporto, (un delirio guidare sulle strade thai. Ti superano da entrambi i lati ed i semafori ed i cartelli stradali restano dei consigli !!! 5 notti che, con l’auto (serve, perche’ i prezzi sono diventati molto alti e spostarsi tra le varie spiaggie con tuc-tuc o taxi, a fine giornata, la spesa e’ notevole ), riesci a vedere piu’ cose e valorizzi il tempo. Phuket e’ molto grande, lunga circa 40 km, per cui per essere piu’ libero devi avere un auto. Puoi anche noleggiare un motorino, ma ho visto decine di persone incerottate, senza contare quelle ingessate !!! A buon intenditor ….

Bangkok. Tempio di Wat Arun
Bangkok. Tempio di Wat Arun

Sihanoukville, Cambogia, Sokca beach
Sihanoukville, Cambogia, Sokca beach

Tempo bellissimo, 30° clima secco, tranne il giorno dell’arrivo che era molto umido. Da Phuket abbiamo fatto delle escursioni alle isole vicine, tra cui Phi Phi island, dove hanno girato il film ” The beach ” con Di Caprio. Tutto molto bello accompagnati sempre da schiere di russi che, oltre a Rimini, hanno colonizzato anche quelle spiagge. Il cibo e’ la cosa meno cara in assoluto. Un piatto di Thai Pad (tagliolini tirati in padella con verdure, carne e uovo …… da leccarsi i baffi…) costa 50 bath.
Se sostituisci la carne con il pesce il prezzo sale a 60/70 bath a seconda della qualita’ del pesce. La sera cenavamo con 10 euro circa in due, mangiandoci 2 red snapper da 7/8 etti l’uno, o barracuda, o san pietro, con 10 canestrini a testa, birra, contorni e 2 caffe’ .

Che c…o stiamo a fare in Italia ?
“Tempus fugit” e così e’ gia’ ora di partire e stavolta bisogna andare a Krabi, circa 200 km a est, esattamente ad Ao Nang, ( la spiaggia migliore ) dove ci fermeremo per altri 4 giorni.
Devo fare riposare la signora dopo le camminate di Chang Mai, in attesa di dare l’assalto all’obiettivo n° 1 del nostro viaggio: ANGKOR WAT !
Ho dimenticato di dirti che la popolazione e’ gentilissima, sorridono tutti e sforzandoti ( dopo qualche giorno ci fai l’abitudine ) riesci a capire il loro inglese e quindi comunichi speditamente !!!
SICURISSIMO !!! Esatto.

Spiaggia di Railay ( dintorni di Ao Nang - Thailandia )
Spiaggia di Railay ( dintorni di Ao Nang – Thailandia )

Non abbiamo mai avuto la sensazione di alcun pericolo. La sera uscivamo sempre a piedi e mai ci siamo sentiti insicuri anche camminando lungo strade deserte. Oggigiorno, la sicurezza, e’ un elemento fondamentale nella scelta dei Paesi da visitare, vista la recrudescenza delle rapine, borseggi e aggressioni varie.
Oltre che crogiolarsi al sole sulla spiaggia di Ao Nang, abbiamo preso la barca, per due giorni, e ci siamo fatti portare a due isole vicine, tanto per cambiare orizzonte. Verso sera rientravamo ad Ao Nang. Poi, il 26 dicembre, lasciamo l’auto in aeroporto e con 2 voli di Bangkok airways giungiamo a Siem Rep, Cambogia; base, per visitare il sito religioso piu’ grande al mondo, anch’esso Patrimonio mondiale dell’Umanità, Angkor Wat. Ci fermiamo per 4 gg.
Qui, ho esagerato un po’ ! Cosa mai fatta prima, ma, per cercare di non fare affaticare mia moglie che aveva un menisco lesionato , ed anche io che ho il menisco mediale destro rotto, ho noleggiato auto+autista+guida. Così, visto che tutti i siti si estendono su una vastissima area ( il Ta Prohm e’ a mezz’ora d’auto ) e per spostarti devi utilizzare o i tuc-tuc, i motorini, o la bici, io ho scelto l’auto.L’autista ci portava all’ingresso del sito da visitare e ci attendeva dall’altra parte. La guida ci accompagnava e raccontava la storia del luogo che stavamo visitando (che io avevo gia’ appreso dalla Lonely Planet che mi ero studiato, come faccio sempre quando vado alla scoperta di nuovi Paesi ), ed all’uscita del sito, in auto, l’autista ci faceva trovare un asciugamano umido freddo per pulirci il viso e le mani, ed una bottiglietta di acqua fresca a testa. Servizio di prima classe !!! Quando ce vo’, ce vo’ !!!

Bangkok, Palazzo reale
Bangkok, Palazzo reale

Un’esperienza che assolutamente consiglio a tutti di vivere, prima di lasciare questo pianeta, e’ questa: sveglia ore 4,30, l’autista e la guida ti aspettano con l’auto sotto l’albergo e ti portano a fare i biglietti per il sito ( 1gg, 3gg, 1sett. ). E’ buio pesto. Alle casse ti sembrera’ di essere alla partita Fiorentina Juventus giocata in notturna, senza alcuna luce, qualche migliaio di persone, poi si va a posizionarsi di fronte ad Angkor Wat. Di fronte al tempio vi e’ un laghetto ed il sole sorgendo dietro, produce un grande effetto scenico. E’ facile intuire che tutti gli spettatori vorranno accappararsi la posizione migliore per immortalare lo skyline del tempio, che si riflette nel laghetto, appena il sole sorge e nei momenti successivi. Angkor Wat e’ il sito religioso piu’ grande al mondo.
Fantastico ed imperdibile.

Foto docet.

A queste latitudini i prezzi scendono ancora e la gente e’ sempre piu’ povera, ma piu’ sorridente. A.W. si trova a circa 7 km da Siem Rep che , negli ultimi 10 anni e’ diventata una citta’. Tantissi alberghi ed una movida ( Pub Street ) che non ha niente da invidiare a Phuket. Tantissime ragazze europee di 20,25,30 anni, sole ! Sole, senza manco un cesso di maschio ad aiutarle a portare lo zaino .

Angkor Wat, Cambogia,  ( l'alba )
Angkor Wat, Cambogia, ( l’alba )

Poi viene il giorno della partenza per Phnom Penh, in pulman, 6 ore. Arriviamo in questa bella citta’ su due fiumi, il Mekong ed il Tonle’ Sap. Citta’ coloniale con ancora gli influssi della colonizzazione francese. Purtroppo teatro del sanguinario polpot ( lo scrivo in piccolo per il disprezzo) e della sua ghenga. Quando andrai a vedere il Museo Tuol Sleng, il liceo dove nel 1975, fu occupato dalle forze di sicurezza di pp, adibito a carcere di max sicurezza con il nome di S-21 e trasformato nel principale centro di tortura del paese, ti si stringera’ il cuore. Devi sapere che dal 1975 al 1978 circa 2 milioni di persone sono state uccise. Visitandolo, ho provato la stessa angoscia che ebbi ad Auswitz, e mi sono rifiutato di andare a vedere i ” killing fields” luogo dove portavano, nottetempo, le persone morte per le torture o che venivano uccise sul posto, colpendole prima con una bastonata alla testa e poi tagliandogli la gola con una foglia di palma a mo’ di lama. Cambiamo argomento che mi si blocca la digestione.

La citta’ merita per il suo Palazzo Reale e la Pagoda d’argento ( quest’ultima un po’ deludente ), il momumento all’indipendenza ( dalla Francia nel 1953 ) la bella passeggiata sul lungo fiume, la crociera sul fiume ed il clima mite e sereno della gente che scorazza freneticamente lungo le trafficatissime strade.
Capodanno 2013 a Phnom Penh, ed il 2 gennaio altro bus, 4 ore, per Sihanoukville, la Phuket cambogiana. La spiaggia piu’ bella e’ Sokca beach, ma anche Otres beach non e’ male. Questa e’ attrezzata. Entrambe sono raggiungibili tramite tuc-tuc. Nel centro abbiamo Occheuteal e Serendipity beach. Non male, ma molto frequentate, piene di bar, ristoranti e la notte, discoteche. La movida, di notte, e’ qui, e sempre qui puoi trovare, se sei da solo,…. compagnia, per non perderti, o per perderti, a seconda di come ti gusta … !!!
Passata la befana, la mia tabella di marcia prevedeva il trasferimento a Bangkok.
Come faccio sempre, lascio per ultimo, il luogo da cui rientro, per visitarlo. Il 7 gennaio l’ho impiegato tutto per giungere a Bangkok. Non sono voluto ritornare a PP e prendere un volo per Bangkok, ma, utilizzando i pulman, passare, prima, la frontiera cambogiana e poi la thailandese e giungere a Bangkok. Così facendo e’ stato, si emozionante ma, molto faticoso, considerando che i bagagli li dovevo portare io, vista la situazione che ti ho raccontato. A Bangkok abbiamo alloggiato al Nuevo hotel, nella parte vecchia della citta’, per intenderci, vicino a Kao San Road. Per capirci e’ come se fossimo a 200 mt da Time Square o Piccadilly Circus. La sera erano tutti lì. Uno spettacolo nello spettacolo. Ristoranti, massaggi, disco, bancarelle che vendevano di tutto, compresi scorpioni, cavallette, lombrichi, ragni ed altri, con un connubio di odori, suoni, colori, luci, che assumevano una configurazione lacoontica simile alla metropolitana di Tokio nelle ore di punta. Abbiamo visitato la citta’ servendoci dei battelli che fanno la spola sul fiume Chao Praya e dello sky train, la sopraelevata, per raggiungere le altre parti della citta’. Caotica al massimo, con ingorghi da paura, siamo riusciti sempre ad evitarli arrivando a noleggiare anche i motorini ( 2 , siamo in due … ) con autista che, salendo sui marciapiedi, facendo inversioni da paura, in pochi minuti ti portavano a destinazione senza dover perdere mezz’ore, con pochi bath.

Bangkok e’ affascinante, piu’ cara di tutti i posti visitati, ma affascinante. E’ un pullulare di ristorantini, la gente mangia a tutte le ore, per tutto il giorno, e’ pieno di turisti, molto simile in questo a New York e vi sono tantissime cose da vedere.
Come tutti , penso, abbiamo cominciato dal Palazzo Reale che, nella sua maestosita’, ti impegna per 3/4 ore sempre che non ti soffermi troppo. Poi altri luoghi imperdibili come il Wat Pho ed il Wat Arun ed il National Museum. Al Pantic Plaza trovi tutto cio’ che e’ tecnologico. Ho acquistato dei Samsung S4 a 200 euro.
A Bangkok c’e’ una cosa che manca: il mare, e non e’ poco. Per trovarlo devi andare a Pattaya, 2 ore di autubus. Bangkok e’ stata la base per visitare Ayuthaya, l’antica capitale Siam. 90 km la separano da Bangkok, direzione est. Andata in minibus, 140 bath a testa, ritorno in treno, per cambiare e vedere la campagna, 40 bath in due !!! 90 km, neanche un euro !!! Imperdibile, non il treno, ma Ayuthaya.

Angkor Wat, Tempio di Ta Prohm
Angkor Wat, Tempio di Ta Prohm

La sera del 12, ore 21, volo di rientro con scalo a Doha. La mattina del lunedì atterriamo a Malpensa alle 6, in perfetto orario e con lo stesso pulman raggiungiamo la stazione centrale in attesa di prendere il treno per Rimini delle 11,37. Al bar centrale facciamo colazione due capucci e due brioches ed arriva il secondo questuante a chiedermi una moneta. La prima, una signora, mi aveva fermato all’ingresso e le avevo dato 5 euro non avendo moneta ( se non dono qualcosa, poi, ci sto male…. ); per andare in bagno 1 euro, perche’ non vi sono bagni pubblici in quanto vengono gestini in regime di monopolio dalle FFSS. Non vi e’ sala d’aspetto, così se non vuoi morire dal freddo, in attesa del treno, ci rifugiamo in un bar con annesso burger king. Consumiamo qualcosa ed arriva altro questuante. Alle 10,30 ci viene fame e così ci prendiamo due cheese burger, coca e patatine per 15 euro circa ! Altra donazione. Finalmente arriva il treno. In quelle poche ore ho speso circa 50 euro, che avrei mangiato una settimana dove ero stato.
Datemi la Thailandia e la Cambogia !!!
Arrivo a Rimini alle 13,30, senza cambi. Prendo le 2 valigie da 22 kg ciascuna ( peso dell’imbarco, limite 23 kg) con le sole due mani che ho, mi metto a tracolla due borse, una gialla, con i regali, e l’altra nera con i documenti, soldi, macchina fot.etc, mentre mia moglie porta il suo zaino con la scatola di orchidee, in mano, che abbiamo acquistato all’aeroporto di Bangkok. Scendo dal binario 3 per risalire al binario 5, con un peso complessivo di oltre 150 kg ( me compreso… 92 kg ), dove mi aspetta il treno delle 13,44 che mi portera’ a Santarcangelo. A Santarcangelo, 7 min dopo, la stessa operazione. Alla fine degli scalini mollo tutto, ed a piedi raggiungo casa a prendere l’auto per poi recuperare i bagagli. Ah,…. dimenticavo, anche la moglie !

Sono a casa, sono le 14,15 di lunedì 13 gennaio, non e’ freddo, sto bene, quasi quasi riparto.

A proposito quando si riparte ?
Vediamo l’agenda, ah, si: ho il volo giovedi’ 17 aprile per Boston, via Parigi, con ritorno il 24, correro’ la Maratona di Boston; l’anno scorso mi hanno fermato al 34 km, ma sai gia’ com’e’ andata.
Il menisco destro e’ sempre rotto …. facile correre la maratona con tutti e 4 i menischi sani !!!!

Take care of You !

At salut.

IR

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Basta cambio Vita n. 2: Claudio Silighini si racconta

di Ivan Fiori

Basta Cambio Vita oggi racconta di un altro “Eroe” che ha seguito il proprio istinto, la propria passione lasciando la propria azienda per avventurarsi nel mondo della fotografia professionale. Claudio Silighini, milanese di nascita, romagnolo di adozione. Ha deciso di non seguire la corrente, perché qualcosa bussava dentro, e non lo faceva più dormire.
Conosco Claudio per caso, su Facebook. Sapete come funzionano queste cose, amico di amici, che conoscono altri amici ….. e rimango colpito dalle sue fotografie. Così gli chiedo di incontrarci, per prendere un caffè, e lui mi racconta che ha deciso di abbandonare la propria attività imprenditoriale e rimettersi completamente in gioco….ancora una volta.

Ecco la sua intervista.

Chi è Claudio Silighini? Come nasci imprenditore?

Claudio è un ragazzone di quasi 50 anni ma con ancora la capacità di stupirsi e di stupire! Scherzi a parte diciamo che son diventato imprenditore una quindicina di anni fa, dopo svariate esperienze per conto di grandi aziende, in un mondo completamente diverso – quello del wellness –da quello che vivo attualmente. Più che un mondo un mercato, un mercato e basta (!). La fatografia invece è un’altra cosa, è una forma d’arte, una forma di espressione, come la scrittura.

Come nasce la tua passione per la fotografia? Perchè la fotografia?

Bhè, ci credete ai miracoli? Un giorno sentito l’”ispirazione”, come quelle persone che improvvisamente si sentono pervase e chiamate a seguire un obbiettivo che fino a qualche ora prima ritenevano impensabile o comunque lontanissimo dal loro vivere. Il perché la fotografia e non la musica o la scultura non saprei dirlo: del resto c’è chi abbraccia la religione induista o altre forme di spiritualità senza un solo perché. Ecco, a me è accaduta una cosa simile.

Quando hai deciso di acquistare la tua prima macchina fotografica?

Sette anni fa son tornato a Milano, mia città d’origine, ho comprato una Leika e son partito per il Messico. E’ iniziato tutto così. A Cancun, invitato ad un party da un amico argentino che aveva un’agenzia di cui facevano parte le più richieste modelle del Sud America, dopo un po’ ho lasciato la compagnia per infilarmi in un taxi e assieme abbiamo girato le zone periferiche, tra le più pericolose dell’intero Messico, dove i cartelli della coca dettano legge. Io con la mia macchina nascosta dentro al giubbotto ho preferito riprendere uno spaccato di vita vera e questo mi ha dato una sensazione indimenticabile, che ancora muove le mie scelte.

soldati dell'Idf in un cimitero palestinese a Hebron.
soldati dell’Idf in un cimitero palestinese a Hebron.

Da cosa è nato il tuo Cambio Vita? Come hai deciso? Stavi male? La tua famiglia cosa ne ha pensato?

Stavo attraversando la classica crisi di mezz’età o forse era altro, ancora non l’ho capito bene, ma certamente ho vissuto un periodo tormentato. Non trovavo più soddisfazione né stimoli nel fare quel che avevo fatto sino a quel momento. Certamente non ero in gran forma. Alle persone più distanti da me si dipingeva un sorrisino di comprensibile scetticismo sulle labbra. Coloro che mi volevano bene erano pronti a tutto pur di vedermi sereno ed hanno avuto fiducia nella possibile evoluzione di quello che è iniziato come un gioco appassionante e che ora è la mia nuova professione.

Quali e quante difficoltà hai incontrato inizialmente?

Vi garantisco che non è facile reinventarsi fotografo senza una specifica storia alle spalle. Inizialmente ho dovuto fare i conti con lo scetticismo di cui sopra ma la maggior difficoltà è stata quella di trovare visibilità, farsi conoscere. Poi confidavo di poterli convincere con la bontà dei miei scatti, come poi fortunatamente è accaduto. Diciamo che per uscire dall’impasse iniziale ha giocato un ruolo fondamentale Facebook, che è stata una formidabile vetrina virtuale per i miei lavori.”

bambina gitana
bambina gitana

Quali tipi di foto prediligi?

Come fotografo nasco fotoreporter, forse anche per la genesi della mia passione direi senz’altro che lo scatto di reportage è quello maggiormente nelle mie corde. Amo anche i ritratti naturalmente, insomma tutti gli scatti in cui ci sia la possibilità di cogliere qualcosa o di rendere qualcosa a ciò che si ritrae.
Lo still life per me è più una devozione, uno strumento di lavoro: un professionista deve anche saper dare il meglio di sé laddove non si senta particolarmente ispirato.

Nella tua “attività” professionale, che tipo di soggetti hai?

Dalla rivista di interni, agli scatti di moda senza disdegnare quel che ai più potrà sembrare uno svilimento, ovvero i reportage dal mondo della notte. Nati quasi per scherzo in una discoteca romagnola dopo un anno e mezzo continuano ad essere un appuntamento molto seguito e dal quale ricaverò presto una mostra. Mi piace ricordare però un reportage commissionatomi da un Tour Operator che opera sulla Via della Seta, che mi ha portato prima nella zona del Kurdistan e in un prossimo futuro mi vedrà in Iran.

ritratto moda

La fotografia è Arte?

Sicuramente, ma io non mi sento un artista ma un operatore. Lascio le forme d’arte a quelli bravi davvero.

Colore o B&W?

Non ho preferenze particolari per quanto riguarda la scelta tra colore e bianco-nero. Sarebbe come dire che una donna è meglio bionda o bruna. Io scelgo entrambe! No?!
Lo scatto in bianco e nero è uno scatto “furbo”, in fondo l’occhio vede a colori, no? Non nascondo però che il B&W in alcune situazioni sia molto evocativo, assolutamente più indicato che il colore. Insomma hanno ragione di esistere entrambi.

Quindi, Fotografia come Piacere o Lavoro?

La fotografia è qualcosa che ti prende dentro, che mi è nata dentro. La fortuna di svolgere una professione che ti piace così tanto e che è quello che ami fare è impagabile. Non riuscirei a girare ogni giorno senza la mia Ricoh: piccola, veloce, affidabile.

Pensi che in Italia i fotografi siano considerati adeguatamente da clienti e pubblico?

Ti rispondo se prometti di non chiamarmi più “artista”! Diciamo che negli ultimi anni la massificazione della figura del fotografo, ormai basta uno smart phone ed un social network per improvvisarsi tale, ha un po’ inquinato quello che era e resta un mestiere serio, difficile ed elitario. Come conseguenza, da parte di tanti c’è la tendenza a sottovalutare l’impegno necessario a realizzare lavori di qualità, in una sorta di rincorsa al ribasso che deprezza anche chi commissiona i lavori. Certo che in un contesto come questo i professionisti veri si notano subito.ritratto modo

Sei favorevole o contrario alla post-produzione, il tanto vituperato foto-ritocco?

Siamo nel 2014 e non si gira più in carrozza a cavallo. Io sono un amante della tecnologia e ritengo che comunque essa sia uno strumento: non dà – per fortuna – la possibilità di tramutare magicamente uno scatto osceno in un capolavoro. Diciamo che è un tecnica parallela alla fotografia: ci son dei lavori di post-produzione di altissimo livello.

Claudio, cosa farai da Grande? Quali saranno i tuoi progetti per il futuro?

Ho parecchie idee che stanno per diventare autentici progetti. In cima alla lista dei desideri metto un paio di lavori di foto-giornalismo all’estero, la mostra della notte che è già in rampa di lancio ed il viaggio in Iran. Fatemi gli auguri!

Il telefono squilla di nuovo, “devo andare, ho un set da preparare.”

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Basta, Cambio vita! 1 – “Cheffi” Daniele Bassi si racconta

di Ivan Fiori

Basta, cambio vita e mollo tutto! Quante volte lo abbiamo sentito dire, quante volte lo abbiamo urlato a noi stessi. Un mare di volte, ma come si suol dire tra il dire e il fare……Non per tutti.
Un mio amico, Daniele Bassi, di un paesino del modenese, Mirandola, lo ha fatto sul serio, lasciando l’attività fondata dal padre, forniture di macchine elettroniche per ufficio, per seguire i propri sogni, lontano da un Paese, l’Italia, che secondo lui e secondo molti, non ha più nulla da dare, e che pretende solo.
Mirandola è un piccolo “punto” sulla cartina, come dicono Daniele e suo fratello Michele, che si trova a cento chilometri da tutto. Cento chilometri per andare a Marina di Ravenna, cento chilometri per Bologna.
Mirandola è stata duramente colpita dal terremoto di inizio estate 2012, e i Bassi, si sono dimostrati sempre parte attiva e propositiva nell’aiutare i propri concittadini, offrendo ospitalità (ricordo il loro giardino pieno di tende), cibo e viveri, trasformando la propria cucina in una mensa, per fortunati bisognosi.

Questo il suo racconto.

Negli anni 80 mi sono appassionato di windsurf poi, nel 2005 circa, mi sono dato follemente al kite surf, mentre la passione per la cucina mi e’ stata trasmessa da mio babbo.
Così ho cominciato a cucinare per gli amici, poi da lì sono passato ad eventi sportivi facendo da mangiare sulle spiagge. Arrivavo con il mio camper e un paio di amici che mi supportavano e aiutavano, e sono diventato  un istituzione: “arriva il Bassone con la sua mortadella il parmigiano e il lambrusco, poi kg di pasta e chi piu’ ne ha ne metta , inizia la festa!”.

Il sogno di mio Babbo era aprire un ristorante in un luogo di villeggiatura, ma per un motivo o per l’altro non c’e’ mai riuscito.Cheffi Bassi e aragosta
Sono venuto in vacanza nel 2009 ad Uruau’, un paesino di pescatori sulla costa del NE Brasiliano e quello che hai sempre sognato era li pronto già costruito che aspettava me.
Ristorantino sulla spiaggia, posada e centro per la pratica del kite.
Mi dicono se vuoi e’ tuo, il treno passa una volta nella vita e a 50 anni l’ho preso.

Cosi’  e’ nato il “BassiBrasil drinks & food”

ristorante + logoSono rinato, non ho piu’ gastriti, mal di pancia. Chiaro ho i miei affetti sono in Italia ma e’ un sacrificio che faccio anche per loro dopo 4 stagioni posso dire di essere un buon punto di riferimento per tanti turisti che provengono e ritornano da ogni parte del mondo, se guardate il mio profilo su Facebook vi renderete conto di persona di quanti amici ho.

Cheffi Bassi e brigata

Ho girato il mondo e mi sono sempre chiesto ma perché’ non si riesce mai a mangiare qualche cosa di semplice e normale, mai un piatto di spaghetti al dente e con un sugo che non sia una schifezza.
Per questo motivo la mia idea era chiara: cucina semplice e prettamente Italiana. Questa e’ il mio credo, e vi garantisco che e’ una vera missione. Gli stranieri mangiano veramente senza gusto non hanno la concezione del cibo, fanno mille pastrocchi, quindi la mia presunzione e’ di far capire come si mangia e non mi prostituisco come hanno fatto tantissimi italiani che sono partiti con idee buone e poi si sono persi per strada prediligendo l’aspetto economico.
Faccio delle discussioni infinite, non mi puoi mettere il ketchup nella carbonara o mangiare gamberi in padella e chiedermi come bevanda un cappuccino.

Cheffi in Kite

Negli anni ho trovato tutti gli ingredienti per il mio menu’ ed ogni volta che trovo cose nuove e’ una conquista, tipo la mozzarella ci ho messo 2 anni.

Io mi sveglio la mattina verso le 6 quando albeggia, metto su la moka mi mangio una banana, leggo la posta, le notizie dal mondo e vado al ristorante, gonfio il Kite faccio un oretta di sport e poi mi dedico alla cucina. Alle 15 chiudo vado a casa, distanza 50 mt dal rist, doccia, amaca e alle 16 torno al locale, preparavo aperitivi che al calar del sole sono un appuntamento fisso. Poi chi ha prenotato cena chi non lo ha fatto no.

Il nostro menu’ del mezzogiorno e’ a base di pasta:
arrabbiata-aglio olio e peperoncino-carbonara-amatriciana con tonno o gamberi o con aragosta, insalate a cui puoi aggiungere pollo e tonno pescato e messo sott’olio da me.

Il pesce naturalmente è tutto freschissimo, consegnatomi direttamente dai pescatori del luogo e vale il principio: se pescano si mangia pesce altrimenti no.IMG_9262

La sera solo su prenotazione cucino piatti di pesce e di carne sia alla brace che in padella.

Non mancano i personaggi famosi che si rifugiano a Uruau’, ma per loro rispetto, e forse anche perchè non ci importa più di tanto, facciamo finta di non conoscerli. Loro rimangono così a loro agio e noi più tranquilli. Ricorda che qui quando ti presenti sul cancello del locale sei in infradito e bermuda, e sei un comune mortale e ci si da subito del tu!
I personaggi o le persone che sono abituate a vivere sopra le righe tutto il tempo dell’anno, cercano questo, finalmente la normalità’.
Rido se penso che arrivano con i propositi di una alimentazione a base di frutta e verdura ma dopo qualche giorno non reggono hai profumi della cucina e vanno a casa tutti con kg in aggiunta, e poi mi scrivon: “accidenti a te!”.
Praticamente diventano tutti amici e anche i piu’ diffidenti mollano.
Devi partire da un presupposto, tu quando vai all’estero andresti mai a mangiare in un ristorante Italiano? Sai benissimo che 9 volte su 10 e’ una fregatura, (a meno che sia recensito su qualche rivista di spessore del settore), qui la vera sorpresa e’ questa mangi come a casa tua, piatti preparati al momento tutto rigorosamente freso di giornata. Photo1

Parecchi clienti chiedono di filmare la preparazione del piatto o di partecipare in prima persona.
Ho diversi video clip di atleti che mi vogliono nei loro video, sono i migliori al mondo del Kite e i loro filmati fanno il giro del mondo in pochi secondi.
La soddisfazione piu’ grande e’ che quando arriva gente nuova chiedono dello Cheffi (sono stato battezzato così’ il primo giorno e ormai sono lo Cheffi per tutti).

Gli aneddoti si sprecano se avessi preso appunti potrei scrivere un libro.

Ho un gruppo di 5 polacchi, riescono a bersi 65 caipirinha al giorno piu’ birre whisky vino e non sono mai ubriachi,
Quest’anno mi suona il cell alle 6 del mattino e’ la ragazza delle pulizie del rist, c’e un polacco che ha bisogno ma io non intendo, cavolo mi precipito pensando fosse successo qualche cosa durante la notte e invece aveva urgente bisogno di una caipirinha per rinfrancare quelle della sera prima, cavolo ho finito i lime sono le 6, ok non importa fammi coca e rhum. Cheffi serve in piscina

Un punto fermo e’ che il cliente qui ha ragione solo se e’ educato e se sento la parola “perché’ io pago” non lo servo, questa affermazione mi manda fuori di testa.

Per quanto riguarda di progetti futuri, beh ho diverse richieste dalla Bulgaria al Sud Africa ecc. mah vedremo, sarebbero esperienze di qualche settimana.
certo che queste cose ti fanno piacere il cliente si sente come a casa questo era il mio obbiettivo e ci sto riuscendo e ne sono super orgoglioso.

adesso ti saluto c’e’ un bel vento…..

 

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Ecco un piatto che Cheffi Daniele Bassi consiglia di preparare a casa.

Il piatto di cui vado piu’ orgoglioso sono gli spaghetti all’aragosta.

– Soffritto di cipolla rossa e spicchio di aglio,
– testa dell’aragosta spaccata in due, la spolpo mentre soffrigge nella padella,
– aggiungo pepe, pochissimo pomodoro,  solo per dare colore e sfumo con vino bianco,
– quando la base e’ pronta aggiungo la pancia dell’aragosta tagliata a rondelle e spengo il fuoco.
– Si deve passare solo con il calore del sugo.
– Metto spaghetti in pentola, scolo e li salto in padella

Buon appetito.

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