Il Volo è in ritardo o viene cancellato? Vi aiuta AirHelp.

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di Ivan Fiori

Le vacanze in auto, da trasferimento di massa modello anni ’60, sono un ricordo. Negli ultimi dieci anni, compagnie low cost e di bandiera hanno aumentato la propria offerta in maniera esponenziale, così come le possibili destinazioni (che un tempo richiedevano pianificazioni non indifferenti). AirHelp Logo
I costi per il viaggiatore si sono notevolmente abbassati:  i servizi online ci aiutano quotidianamente nelle prenotazioni e nell’organizzazione di tutti i nostri viaggi.

Le compagnie aeree non sono immuni da disfunzioni, e come ogni altra azienda sono soggetti loro malgrado a disservizi.
Si calcola che ogni anno circa 8,1 milioni di passeggeri abbiano diritto ad un risarcimento dovuto a ritardo del loro volo o dalla loro cancellazione per un controvalore economico di circa 2.5 miliardi di euro e ciò nonostante,  solo il 2% dei passeggeri si è attivato per la richiesta di risarcimento.

AirHelp è una startup che si fa carico delle segnalazione dei viaggiori che si trovano in condizione di avere un volo in ritardo o cancellato,  aiutandoli a riavere indietro i propri soldi attivando un iter legale.
La segnalazione e l’apertura della pratica è totalmente gratuita e in caso di vittoria, AirHelp  si tratterrà il 25% dell’ammontare risarcito.

Requisiti per aprire una segnalazione sono:
ritardo del volo di almeno 3 ore;
oppure cancellazione del volo;
– partenza da un aeroporto UE;
oppure arrivo in un aeroporto UE con una compagnia aerea che ha sede in UE.

Quali diritti?
Se la tratta è fino a 1.500 km si ha diritto a 250,00 euro;
– Se la tratta è fra i 1.500 km e i 3.500 Km si ha diritto a 400 euro;
– Se la tratta è maggiore di 3.500 Km si ha diritto a 600,00 euro.

Ne potrebbe valere la pena, perché non provare?

Apri un reclamo con AirHelp

 

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Un salto a Marrakech

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di Ivan Fiori

 

A volte sembra che per spingerci verso un posto diverso dal solito si debba per forza scalare a piedi qualche impervia montagna oppure pregare qualche dea bendata che ci aiuti nella scelta. Bhè, in un periodo come in primavera, una scelta azzeccatata e che non costa tanta fatica, né in termini di tempo né in termini economici è Marrakech.
La “Città Rossa” è una meta ideale per trascorrere tre o quattro giorni di assoluto relax, per perdersi nelle sue vie che vi corrono e girano a labirinto, per fare dello shopping nel souq, abbandonarsi a reciproche effusioni e carezze in una hammam, degustare un buon the berbero alla menta. Marrakech2015.36
Perché ci sono andato io? Per bere un gintonic e respirare l’odore di quel colonialismo francese, che ancora oggi vive e traspira nei locali delle Ville Nouvelle di Marrakech.

L’arrivo a Marrakech è forte. Forte come i suoi colori, i suoi odori. Forte come il suo vento primaverile che soffia da est e buca dall’Atlante. Dall’aeroporto entrando nella Medina per giungere al riad, il tassista ha dovuto fare tanta attenzione per non disarcionare qualcuno. Sono tutti lì, nel bel mezzo delle strade, dei vicoli che si snodano verso il centro. Alla vostra destra squarciatori di suini, alla vostra sinistra svisceratori di pesci appena pescati. Altro che se l’impatto è forte!

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Percorrendo a piedi una di queste vie, perso in chissà quale parte della città (sembrano tutti uguali), suono il campanello del Riad El Loune pensando di aver sbagliato indirizzo e entrare a casa di qualche marocchino. Una volta dentro il clima cambia totalmente. I rumori, il caos, i squarciato di serpenti e di suini sono rimasti fuori. Qui regna la calma, la tranquillità e vengo accolto con un delizioso the berbero alla menta.

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Dunque, la città di Marrakech è praticamente divisa in due: la Marrakesh autentica, quella della Medina, dei souq, della Piazza Jemaa el-Fna, quella dei Minareti. Poi l’altra Marrakesh, quella europea, la Ville Nouvelle, quella con i negozi di Luis Vuitton, di Chanel, quella con i Bentley e tutti i vizi possibili. Ora a voi la scelta.

Personalmente, adoro perdermi negli odori delle spezie della Medina, attraversare la piazza Jemaa el-Fna e “evitare” i suoi saltimbanchi. Qui le luci del tramonto e le sue musiche sono uniche.

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Quando si tratta di mangiare, amo raggiungere uno dei miei posti preferiti, il Gran cafè de la Poste. Si trova all’interno della Ville Nouvelle, ai bordi della Ave Mohammed V. Un posto magico, dove ancora si respira l’aria del colonialismo francese di cui parlavo, quell’arredamento della Belle Epoque. Menù che guarda all’Europa, con Caesar Salad e altre insalate, uova e prosciutto, pane e burro. Carta dei vini ben fornita con vini francesi e marocchini (non sapevo che in un paese mussulmano si coltivassero viti). Prezzi decisamente alti, ma a volte bisogna lasciarsi rapire dalle atmosfere.

Gran Cafè de la Poste
Gran Cafè de la Poste

Un altro dei miei posti preferiti, sempre nella Ville Nouvelle, si trova all’hotel La Mamounia. La Mamounia è il primo hotel a cinque stelle di Marrakech, e vi assicuro che le cinque stelle non bastano. Hotel con Casinò e due bar da antologia: il Bar Italien, che si trova all’ingresso del padio, con zona fumatori e non fumatori, moquette rossa, legno scuro alle pareti, pelle rossa, rossi soffuse, bancone meraviglioso. E il Churchill Bar, più raccolto, con la stessa filosofia che rispecchia i grandi bar newyorkesi e londinesi. Io, #nonhomaibevutosolopersete, e quindi ho deciso di abbandonarmi ad queste “coccole” e da questi profumi dell’alcool, così ho provato il gintonic. Buono l’assortimento dei gin, si va dal noto Hendrik’s e GiVine ad altri gin botanici, meno buon l’assortimento delle toniche. Qui la schweppes la fa da padrona. Non condivido personamelte molto il modo di prepazione del loro gintonic, ovvero mettendo il giaccio alla fine. Prezzo? 28 euro cadauno. Azzzz…..

Churchill Bar
Churchill Bar

Churchill Bar
Churchill Bar

Camminando tra le vie della Medina, uno dei posti che più ho apprezzato è il ristorante Latitude31. Non è il classico ristorante marocchino. Esso si presta prettamente come locale “esterno”, con tavoli e sedie disposisti nel giardino di questo “riad”. Sembra che i proprietari del locale, anziché  ristrutturare un immobile ad albergo abbiano optato per adibirlo a ristorante, con ottimi risutati. Qui l’alcool è bandito, ma vi potete concedere degli ottimi drink analcolici. Ottima la cucina, con piatti marocchini ed europei rivisitati. Da provare i “Gaspachi” dello chef, la tajine di pollo al curry con albicocche, prugne e mandorle.

Per l’aperitivo, un ottimo posto è rappresentato dal Cafè Arabe. Bellissimo il terrazzo dove abbandonarsi tra i divani e bere un buon bicchiere di vino bianco marocchino, ma francamente lascerei perdere la cucina.

Marrakech è la città del relax, dell’ozio, del “dolce far niente”. Perché allora non concedersi un’Hammam. Ne esistono molti ottimi di tipo pubblico, dove sicuramente è meglio lasciare il proprio portafogli in albergo. Altre note sono NON pubbliche. Una delle più note è l’ Eritage.

Personalemente preferisco lasciarmi fuori dal descrivere posti di interesse storico, tutte le guide su Marrakech in merito sono molto esaurienti. Una menzione particolare a parer mio ce l’ha la casa di Yves Saint Laurent, ovvero Jardin Majorelle. Nel 1964 YSL e il suo compagno Pierre Bergè acquistarono questa casa blu elettrico e il suo giardino per preservare la visione del suo proprietario originario, Jacques Majorelle e in seguito la aprirono al pubblico.

Jardin Majorelle
Jardin Majorelle

Jardin Majorelle
Jardin Majorelle

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Se avete più tre notti, allora sicuramente potete vedere di fare un escursione, come per esempio ad Essaouira. Ci vogliono circa tre ore di macchina per giungere da Marrakech a questa  piccola città fortificata sull’oceano Atlantico. Luogo meta di surfisti, visto il vento forte che si abbatte su queste coste, Essaouira ha un centro tipico marocchino, con le sue vie strette e contorte animate dal mercato del pesce e delle spezie. La fortezza di Essaoura è stata anche protagonista nel film Le Crociate di Riddley Scott.

Essaouira
Essaouira

Da Marrakech, spingendosi invece verso est verso il deserto svalutando per le montagne più alte d’Africa ovvero l’Atlante attraverso il passo di Tizi n’Tichka (2.260m) si arriva alla porta del Sahara, Ouarzazate. Famosa anche per gli Studios cinematografici (ricordo tra gli altri il film Il Gladiatore di Riddley Scott e il The nel Deserto di Bernardo Bertolucci), una menzione la voglio fare per la Kasbah Des Sables. Ristorante che trova dietro le mura delle città vecchia, opera di Brigitte Babolat, un posto da Mille e una Notte, dove è possibile pranzare o cenare a bordo di una piscina interna, rilassandosi tra i tappeti e divani, ascoltando l’acqua delle fontanelle.

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kasbah des Sables
kasbah des Sables

 

 

 

 

 

 

 

Da qui, avendo altri due giorni si potrebbe volgere verso il Sahara, verso le dune di sabbia, ma questo sarà un altro racconto.

 

 

 

 

 

 

 

Marrakech io #nonhomaibevutosolopersete qui:

Pranzo:

Grand Cafè de la Poste: cucina francese, vini francesi e marocchini. Da provare anche per l’aperitivo. Prezzi medio alti.

Latitude31: cucina marocchina rivisitata. Bellissimo il patio interno. Buoni i drink analcolici.

 

Aperitivo:

Churchill Bar: presso Hotel Mamounia. “Parigi val bene una Messa!”. Tappa obbligata per gli amanti dei buoni drink e per un po’ di piano bar a suon di jazz.

Bar Italien: presso Hotel Mamounia. Vedi sopra.

Cafè Arabe. Bellissimo il terrazzo all’interno della Medina, abbandonarsi tra i divani con un buon bicchiere di vino marocchino.

 

Cena:

L’Annexe: cucina francese, buona carta dei vini. Da provare.

La Maison Arabe: un must per la cucina marocchina.

Jad Mahal: lounge club e disco. Cenare mentre le ballerine si adoperano nella danza del ventre è veramente affascinante. Dopo mezzanotte poi comincia la rumba! Da provare.

 

Dormire:

Riad El Loune: 77, Derb el Kadi | Azbezt, Marrakech;

Riad El Cadi:  87 Derb Moulay Abdelkader | Dabachi, Marrakech;

Riad El Miria: Ouahat Sidi Brahim, Marrakech

 

Shopping:

Non sono un amante dello shopping a tutti i costi, ma questo posto merita un’ attenzione particolare:

Mustapha Blaoui, 144 Arset Aouzale: un negozio meraviglioso che si snoda su tre piani. Tappeti, lampade, mobili, qualsiasi oggetto per la casa cerchiate dovete passare di qua.

 

 

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Mingalaba’/Sabadii/Selamat paghii = Ciao, in Birmano/Laotiano/Malese Ivan !!!

 

Dopo l’avventura trascorsa ad inizio 2014 in Thailandia e Cambogia, Ivan Romeo Zavatti torna in Oriente alla volta della Myanmar (Birmania), Laos e Malesia.

 

di Ivan Romeo Zavatti

Questo viaggio e’ durato quasi due mesi, e raccontarti tutto cio’ che ho
visto, le persone che ho incontrato, i luoghi che ho visitato, le lingue che ho
parlato … mi ci vorrebbe almeno un giorno. Cerchero’ di raccontare le cose
salienti e trasmettere un po’ di desiderio ad un viaggio in questi Paesi,
cercando, al contempo, di essere conciso .

Il tutto inizia giovedì, 4 dicembre 2014.
Il lungo volo Bologna/Parigi/Bangkok/Yangon, con cambi di aerei e’ andato
bene. 2 gg a Yangoon per riprenderci, ( mi accompagnava l’altra meta’ del
cielo), visitando l’ex capitale birmana con la sua stupenda pagoda Shwedagon (
foto 1 ) ,

Foto 1
Foto 1

edifici coloniali, molti fatiscenti ma che ricordavano un passato
glorioso. Poi, il giorno successivo, 5 ore di auto per raggiungere Golden rock
( foto 2 ); questo masso sospeso che e’ meta dei buddisti birmani. Ricoperto di
foglie d’oro, in bilico sulla monte Kyaiktiyo e’ un’impresa raggiungerlo, ma ne
vale la pena.

Foto 2
Foto 2

 

Il giorno dopo rientro aYangon con tappa a Bago ( foto 3 ), l’antica capitale
e l’indomani volo su Mandalay. Due giorni passati tra pagode e musei nelle
citta’ di Amarapura, Inwa ( Awa ) , Sagaing ed
il famoso ” u bein bridge ” , 1500 mt di lunghezza, tutto in legno
teck, per poi, in auto con autista, ci siamo fatti 190 km per raggiungere Bagan
( foto 4,5,6), sito archeologico importantissimo. Patrimonio Mondiale
dell’Umanita’. Da solo vale il viaggio.

Foto 3
Foto 3

Foto 4
Foto 4

 

E’ l’equivalente di Angkor Wat in Cambogia, ma su una superficie
molto piu’ vasta. Per questo, sempre con l’autista, per i 3 gg che ci siamo
fermati, abbiamo capitalizzato al massimo il tempo.
Imperdibile.
Paesaggi mozzafiato, sia all’alba che al tramonto, osservando queste pagode
che si ergono in mezzo alla foresta, con i contadini ed i loro carri trainati
dai buoi, come succedeva da noi 100 anni fa ! Unico !

Poi, con un volo interno su Nyaungshwe, per vedere il lago Inle, visitarne i
villaggi su palafitte, in barca, ed i mercati delle popolazioni della montagna
che offrono i loro prodotti di artigianato e non. Con le sue pagode e’ un’altro
must della ex Birmania ( foto 7).

Foto 5
Foto 5

Foto 6

Foto 6 

 Il nostro viaggio prosegue, e dopo tanto camminare, una pausa al mare, a

Ngapali beach, davanti alle isole Andamane che raggiungiamo tramite volo
interno su Twande. Alloggiamo in un resort da urlo, il Twande beach resort (
foto 8, 9 ).
Mare verde smeraldo, sole a pacchi, da evitare dopo le 12, e rientro in
spiaggia dopo le 15. Bungalow attiguo alla spiaggia, a pranzo ed a cena, pesce
come se piovesse !
La settimana corre veloce tra bagni e grigliate, ed il volo successivo ci
riporta a Yangon, dove dormiamo la notte e l’indomani prendiamo il volo per
Kuala Lumpur, Malesia.

Foto 7
Foto 7

Foto 8
Foto 8

Foto 9
Foto 9

Consiglio sempre di raggiungere la localita’ da cui si parte, in aereo, il
giorno precedente alla partenza, perche’, specialmente in quei Paesi, e’ facile
che qualche imprevisto impedisca di partire l’indomani ! Occhio !
Anche a KL ci fermiamo una notte, ed alloggiamo vicino all’aeroporto, ( la
visiteremo poi ), perche’ il volo di Air Asia ( ti dice niente la compagnia ?
Ne abbiamo fatti 5 con loro ! ) da Yangon, non c’era diretto su Vientiane,
capitale del Laos, prossima nostra meta.

Foto 10
Foto 10

Atterriamo a Vientiane ed alloggiando al centro, noleggiamo due bici e
giriamo la citta’ visitando i luoghi piu’ interessanti ( foto 10,11 ).
Sempre tanto caldo, ma va bene così, pochi turisti, e sempre ottimo cibo
locale. Dopo 2 gg prendiamo l’autobus che in 5 ore ci porta a Van Vieng, ex
luogo di ritrovo degli hippies, tranquilla, adagiata lungo il fiume e piena di
ragazzi, non della nostra eta’ ……un poco piu’ giovani ! Bici anche qui e
visita delle grotte e della laguna blu’ che raggiungiamo, senza saperlo, dopo
aver percorso 7 km di sterrato, pieno di sassi e buche con una bici tipo…
graziella !!! Ne vale la pena, ma non in bici ! Al rientro, impresentabili,
nella nuova colorazione rossastra, corpo/abiti pendant, non ci volevano far
entrare a Villa Nao Song, in quanto irriconoscibili !!! ( foto
12, 13 ,14, 15).

Foto 11
Foto 11

 

Dopo 3gg, con un minivan, in circa 5 ore, raggiungiamo Luang Prabang, l’antica
capitale del Laos, piena di ristorantini, alberghi, con un lungo fiume che la
sera regala dei tramonti da cartolina. Il Mekong, con le sue acque placide,
riempiva i nostri occhi ogni mattina quando aprivano la veranda e ci godevamo
lo spettacolo. Il mercatino serale, dalle 18 alle 23 catalizza l’attenzione di
tutti i turisti ( foto 16). Dopo 4 gg abbiamo lasciato per rientrare
a Vientiane dove l’indomani ci attendeva il volo su KL, Malesia.

Ho ritirato l’auto che avevo prenotato al Klia2, l’hub di Air Asia, e poi via
ad Ipoh, 180 km a nord, per visitare, nei 2 gg successivi le Cameron Highlands
dove vi sono le coltivazioni di the, ed anche la citta’ stessa e’ molto
interessante con i suoi edifici storici ( foto 17, 18 ).

Foto 12
Foto 12

 

Foto 13
Foto 13

Foto 14
Foto 14

Foto 15
Foto 15

Si riparte, poi, per George Town , 180 km a nord ovest, nell’isola di Penang,

raggiungibile con un’incredibile ponte lungo 13 km ! Nonostante in Malesia, si
guidi a sx, ho fatto un reset con il cervello, come l’anno scorso in
Thailandia, e riesco, senza alcuna difficolta’, a guidare, sia nelle rotonde
che negli incroci… ( gli juventini hanno sempre una marcia in piu’ !!! ).

George Town e’ Patrimonio mondiale dell’Umanita’ ed e’ molto interessante, da
girare rigorosamente a piedi, alloggiando nella parte vecchia ( foto
19, 20).
Visitato anche il parco delle farfalle, molto interessante, con tantissime e
bellissime, coloratissime farfalle che ti volano attorno, oltre ai soliti
edifici, palazzi, forte etc. Sempre pesce, come nutimento.

Foto 16
Foto 16

Foto 17
Foto 17

Foto 18
Foto 18

Foto 19
Foto 19

Foto 20
Foto 20

Foto 21
Foto 21

Dopo 3 gg puntiamo la prua della nostra Proton ( auto indiana, validissima, 4
porte ) a sud, e dopo circa 600 km raggiungiamo la mitica Malaka.
Qui sono passati e si sono anche fermati, tutti, ( mancavamo solo noi … )
olandesi, infatti il municipio, Stadthuys, rosso, e’ consideraton l’edificio
olandese piu’ antico di tutto l’oriente essendo stato costruito nel 1641 ed e’
la copia del municipio di Hoorn, nei Paesi Bassi; portoghesi con le vestigia
della ” Porta de Santiago “( foto 21 ), meta imperdibile, facente parte di un forte
costruito dai portoghesi nel 1511; la St Paul’s Church, costruita da un
capitano portoghese nel1521 ed altro ancora, a cominciare dalla sua vitalissima
Juncker street, piena di ristorantini e che la sera si trasforma in un
mercatino a cielo aperto dove si acquistano prodotti artigianali locali e si
gustano cibi a noi sconosciuti. Anche inglesi e francesi non hanno mancato di
lasciare tracce del loro passaggio.

“Tempus fugit”, e così rientriamo a KL, lascio l’auto e dormo al Tune hotel,
dentro l’aeroporto perche’ l’indomani alle 8 ho un volo su Langawi, isola a
nord della Malesia, dove prenderemo un traghetto per raggiungere Koh Lipe,
splendida isola thailandese che ci accoglie dopo un’ora e mezza circa di
traversata. Qualche difficolta’ nello sbarco perche’ non vi e’ porto, e per
un’altra settimana ci crogioliamo al sole sulle varie e belle spiaggie
dell’isola. Walking street e’ la via, larga 2 mt, dove la sera tutta la
popolazione dell’isola trova il proprio ambiente per tirare notte. In
alternativa altri ristoranti sulla spiaggia rendono ancora piu romantica la
serata. Il pesce la fa da padrone e noi ci lasciamo volentieri corrompere da
barracuda alla griglia, tiger prowns ( scampi come mai avevo visto, grandi
quanto la mia mano e super buonissimi, meglio dell’aragosta… il prezzo,
pero’, e’ anch’esso proporzionato ), red and white snapper, pesci mai visti, ma
buonissimi al palato, di cui non ricordo il nome, crabs di tutte le dimensioni
e tantissime qualita’ di molluschi, unitamente alle tante aragoste che si
tovano nel pescosissimo mare ( foto 22,23,24,25,26).

 

Foto 22
Foto 22

Foto 23
Foto 23

Foto 24
Foto 24

Foto 25
Foto 25

 

Foto 26
Foto 26

 

Foto 27
Foto 27

 

Anche questa settimana all’insegna del riposo vola e siamo gia’ sulla via del
ritorno, che replica l’andata.
Arriviamo a KL e qui ci attende un’altro Top hotel: il Traders Hotel.
Ho scelto una Club room, al ventinovesimo piano, dei 32. All’ultimo c’e’ il
nightclub e la piscina. Da urlo ! (Se ci andrai, ti relazionero’. )
Ubicato proprio di fronte alle Petronas Towers, ( l’ho scelto proprio per
quello ), davanti al parco, con una pista in tartan per il running e con delle
bellissime fontane che la sera s’illuminano unitamente alla musica, regalando
al pubblico presente dei bellissimi effetti scenici ed acustici. Il tutto
attorniato da diversi ristoranti presenti alla base delle Petronas, dove e’
piacevole consumare la cena assistendo a tale spettacolo ( foto 28).
KL e’ molto interessante, in continua evoluzione ( piena di gru… ) e noi
abbiamo cercato con certosina pazienza, quei luoghi testimonianza di un passato
ancora vivo negli indigeni, ma altresì ci siamo fiondati in megapalazzi pieni
delle ultime novita’, in materia di elettronica.

Poi, inaspettatamente, arriva il giorno, e’ meglio dire la sera della
partenza, perche’ a mezzanotte del 21 gennaio 2015, dopo 4 giorni a KL, la
mercedes 380 del Traders, con autista, ci accompagna all’International
Airport, 65 km dal centro citta’.

Stavolta, non e’ stata una mia scelta, ma il manager dell’hotel, di sua
iniziativa, ci ha concesso questo privilegio per farsi perdonare un errore del
suo staff ….

 

 

Voliamo con Klm, Kauala Lumpur/Amsterdam/Bologna, poi mitico BMW2, ( in moto

al primo colpo, dopo due mesi sotto la pioggia ed il freddo … ) fino a
Santarcangelo di Romagna.

Fine dei servizi all’altra meta’ del cielo !!! ( Servizio di facchinaggio
compreso, per tutto il viaggio !!! ).

Foto 28
Foto 28

Il mio impulso a viaggiare e’ irrefrenabile, fa parte della natura umana, e’
una passione che divora ed arricchisce allo stesso tempo, come il desiderio
della felicita’. Viaggiare permette di conoscere gli altri, ed attraverso gli
altri, se stessi.

 

Permette di svincolarsi dai lacci dei sistemi sociali, perche’ l’identita’ umana e’ mutevole. Per trovare la liberta’ bisogna uscire

dal sistema e capire altre culture: e’ la possibilita’ di scegliere i modi in
cui dare senso alla propria vita che permette di essere liberi. E’ la liberta’
di credere in se stessi, nei propri sogni e possibilmente, realizzarli.

Ripresa degli allenamenti in preparazione della maratona di Londra, domenica
26 Aprile.

Sei ancora lì ?
Sono stato conciso, no ?!?
At saleut.
Ir.

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Ibiza vale sempre una seconda volta.

di Ivan Fiori

Dopo un anno, ottobre, è ancora la “Isla Blanca” (leggi qui). Nonostante in Italia comincino a cadere le prime foglie dell’autunno, qui l’estate non sembra affatto aver rallentato il suo corso. Ti rendi conto che sta volgendo al termine solo dal fatto che le giornate sono un po’ più corte, e il sole dell’aperitivo è più tiepido di due mesi prima.La Isla Blanca

Mi lascio abbracciare da questo senso di libertà: libertà dall’orologio e dal tempo, dai falsi costumi e dalle false ipocrisie. Libertà dalle nostre spiagge di Romagna, così a noi care quanto arcaiche. Ci sfiniscono in cento metri di spiaggia da correre tutto d’un fiato per bagnarsi i piedi in acqua, e di altri cento per riuscire a trovarne abbastanza per tuffarsi. Schiavi del cemento degli anni 60 e 70 e di un esercito di ombrelloni che non ti fanno neppure intravedere l’orizzonte a pochi metri.

Qui, nell’Isla, il segreto e non aver cambiato nulla, nel non aver regolamentato nulla. Dalle spiagge e zone turistiche del sud, si può evadere trovando pace in una delle quaranta al nord dell’isola.

Durante questa settimana ecco le poche ma chiare leggi che ho imparato:

1- La sangria: quella vera e originale viene servita nei bar e chiringuiti più poveri. Lasciate perdere le zone turistiche, vi rifileranno solo succhi di ananas con un po’ di vino bianco al doppio del prezzo;

La vera Sangria
quella di Cala Ses Bosques

2- Ristorante Pastis: un angolo di Francia rivisitato alla spagnola nel centro di Ibiza a pochi passi dal Teatro Pereyra. Un posto magico, cucina ai massimi livelli, cocktails fantastici, una cucina, a vista, semplice ma ultra efficiente. Due chef….ma che chef!Ristorante PastisIl Bar del Ristorante PastisRistorante Pastis - la carte

3- Ristorante Casa Piedra: sushi e cucina mediterranea. Un piccolo angolo di paradiso vicino al Golf di Cala Llonga. Pochi tavoli e la sensazione di cenare nel giardino di un amico.

4- El Chiringuito: zona spiagge le Salines. Che dire, un angolo di Sanit Tropez, o meglio di Club 55, a Ibiza…..compresi i prezzi.el ChiringuitoBrunch a el Chiringuito

5- un tramonto a Experimental Beach: ci si arriva passando nel bel mezzo delle Saline e si trova questo locale delizioso con tutto il necessario, tavoli, poltrone, lettini e sedie per ammirare il tramonto verso Es Vedrà. Da provare! Experimental Beach

Come non ritornarci!

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“Non ho mai bevuto solo per sete” su Turisti Per Caso!

Sul n.72 di Turisti per Caso speciale Estate 2014, è stato pubblicato il mio racconto di me e Max “Metti due Amici in moto dalla Romagna a Saint Tropez passando per il Verdon”.

Se vi siete persi il numero di Turisti per Caso ordinatelo!

Mentre il racconto lo potete leggere anche qui.

Turisti per Caso
Turisti per Caso

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