Basta cambio vita! (3) – Nicola Barilari: Riccione – Ibiza solo andata (?)

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Un viaggio, una scelta di vita, hanno portato Nicola Barilari, dalla sua città d'origine, Riccione, fino all'isola più modaiola e sfrenata del Mediterraneo. Perché un giorno, prima o poi, viene il momento di cambiare.

di Ivan Fiori

Lo sono venuto a trovare fino ad Ibiza, questo mio Amico di Riccione, che per caso ho conosciuto in qualche anonimo bar delle vie adiacenti a viale Ceccarini. Me lo trovo lì, bello come il sole d’agosto che si spatacca dal riderti in faccia appena ti vede e ti dice: “Ivan quel tal? La vuoi sentire una roba che a Rimini non hai mai provato? Prova la mia sangria con le pesche.”. 1474_1042024500310_6124_nIl ragazzo, vi dico ci ha visto giusto. Sangria di vino blanco, con pesche marinate per almeno una notte, grado alcolico: elevato. Bella, fresca. Non è che sia dissetante, ma alla seconda sorsata ti stende. Che botta!

Es Racò (questo il nome del ristorante di Nicola), è un ristorante con tipica cucina romagnola (e qui potete dire: un romagnolo ad Ibiza!): tagliatelle, ragù alla bolognese, vino italiano, pasta fatta in casa con carne e pesce, carne alla griglia, i dolci fatti in casa. Questo bel posticino, si trova in uno delle vie più indovinate della Isla Blanca, quelle che seguono (giustamente) la tendenza dei nuovi locali di aprire fuori da Elvissa.  Es Racò si trova sulla strada che porta a Cala Es Jondal, la stessa via che conduce al famoso Beach Bar Restaurant Blue Marlin.”

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“Oggi in Italia è difficile aprire un’azienda e riuscire a lavorare con tranquillità.
Abbiamo scelto Ibiza perché oltre ad offrire molte possibilità avendo tantissimo turismo,è anche un isola bellissima!!”
“L’idea è partita da una serie di cose,diciamo che mia madre è quella che ha preso l’iniziativa più di tutti..”.
“Abbiamo scelto la cucina romagnola perché è la migliore al mondo!!” – mi dice sogghignando fiero quanto basta.
“Il locale lo abbiamo trovato venendo qui a salutare un ragazzo che lavorava per mia madre vent’anni fa e adesso è il direttore del Blu Marlin, sapeva che stavamo cercando e ci ha accennato di un ristorante sulla strada proprio li vicino…lo siamo venuti a vedere,ci è piaciuto e ci siamo accordati con i proprietari.
Il trasloco è stato un lavoro!! Siamo partiti da Riccione con una macchina ed un furgone affittato pieno di roba, la macchina si è fusa trenta chilometri dopo Savona e ne abbiamo dovuta affittare una di corsa se no perdevamo il traghetto a Barcellona. Un viaggio lungo e faticoso, ma n’è valsa la pena…”www.fernandovalencia.es www.fernandovalencia.es
“Ho riscoperto la qualità della vita. La mia giornata tipo è: mi sveglio intorno alle 9, faccio colazione al “ES RACò”, vado giri commissioni (spesa, commercialista, giri vari, ecc…), poi verso le dodici e trenta, comincio il servizio per il pranzo. Se tutto va bene finito il servizio, vado un’oretta nella mia spiaggia preferita a fare un bagno, cioè a Sa Caleta (vicino al mio ristorante, combinazione vuole che sia anche una delle più belle dell’ isola), poi torno al ristorante a mettere un po a posto, alle verso le sette del pomeriggio faccio un salto a casa a fare una doccia e poi torno per il servizio serale che finisce intorno le 2…..”
“La posizione del ristorante è abbastanza strategica,si trova in una zona dell’isola non lontana dal centro, a 2 km dall’ aereoporto, molto tranquilla, ma con tante ville attorno…non lontana dal mare e sulla strada che porta nelle “cale” più belle dell’isola, e con i locali più cool del momento. Diciamo che ad Ibiza si lavora meglio perché il turismo è vario e variegato e non scopro l’acqua calda se dico che ha anche grande possibilità di spesa, cosa che in Italia, almeno in Romagna, comincia a scarseggiare.”www.fernandovalencia.es
“I piatti che proponiamo vanno dalla bresaola rucola e grana, prosciutto e melone,guazzetto di gamberi con pomodorini,cozze alla marinara,melanzane alla parmigiana,insalata caprese e astici alla catalana, alle tagliatelle romagnole, ravioli ricotta spinaci e tagliolini fatti in casa da mangiare alla bolognese,pomodoro,burro e salvia,con sugo di astici. Per soncondi di pesce abbiamo il branzino, l’orata, la sogliola, i gamberoni alla griglia, il fritto misto di gamberi e calamari con verdurine, e non potevano mancare gli spiedini di calamari,di gamberi e di gamberoni!! …… Entrecote,un filetto alla giulio cesare ……adesso basta, venite a trovarmi e ne parliamo!”www.fernandovalencia.es

“Hai ragione Nik….” – “A proposito, dato che sto finendo la caraffa di questa sangrìa, mi dai la ricetta che provo a farmela a Santarcangelo?”

“La ricetta del mio buonissimo vino con le pesche non ve la darò mai, quindi vi tocca venire qui a berlo!!! 😉 vi aspetto!!!”

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Quando bevi, il mondo è sempre lì fuori che ti aspetta, ma……

 

“La vita mi faceva semplicemente orrore. Ero terrorizzato da quello che bisognava fare solo per mangiare dormire e mettersi addosso qualche straccio. Così restavo a letto a bere. Quando bevi il mondo è sempre lì fuori che ti aspetta ma per un po’ almeno non ti prende alla gola.”

C. Bukowski 

 

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Sono andato al Louvre di Senigallia…..ed ho visto la luce.

di Ivan Fiori

Quando hai trascorso la maggior parte dei tuoi week end al “Museo Civico” del tuo paese e poi un bel sabato ti ritrovi al Louvre senza neppure prendere l’aereo, bhè vi garantisco che lo sbalzo è notevole.
Così mi è capitato tutto questo qualche settemana fa, all’alba dei miei quarantun anni, che faccio rotta per Senigallia. Senigallia, paese di pescatori e ristoratori, e quindi di artisti. Sì perché gli artisti qua sono due. Uno si è stabilito a ridosso del canale, l’altro qualche chilometro da lì poco distante a ridosso della spiaggia.
Il “Louvre di Senigallia” lo definisco io, che volge dal lato opposto della strada di quella Madonnina che i pescatori venerano.
Mai come quest’ultima volta l’artista Moreno Cedroni mi ha stregato nelle sale del suo atelier, la Madonnina del Pescatore, in quella ricerca continua di stupire, e mai come questa volta ho appreso e capito la sua arte.
Perché l’istinto e la cultura verso l’arte va educata, preparata, raffinata.

La Madonnina del Pescatore
La Madonnina del Pescatore

Mai come questa volta sto stato avvinto, rapito e avvolto da una sorte di sindrome di Stendhal. Mi sono ritrovato tra le sue spire, tra i suoi colori, tra i suoi sapori.
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LA Madonnina del Pescatore
LA Madonnina del Pescatore

I piatti sono veri capolavori d’arte contemporanea, che passano da un Picasso a un Chagall per poi voltare e strizzare l’occhio a Mirò.
Creazioni
Creazioni

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Il pesce, questa materia prima così ricca e pregiata, viene lavorata con lo stessa passione e con la stessa ricerca del vero artista. Nulla è scontato, ma espressione del proprio creatore, vera e propria materializzazione della propria anima e della propria creatività.

La cucina di Cedroni
La cucina di Cedroni

I famosi “cucchiai” di crudo. Ognuno abbinati alla propria salsa. Queste salse, quella gialla e quella rosa….sono colori che fanno da contorno ai suoi piatti, schizzi di pennello su delle tele di ceramica.
Io di pasta ne ho sempre mangiata tanta, da buon romagnolo, ma i suoi cappellacci (o tortelli), con il formaggio fuso che ti esplodono in bocca, da chiudere in finale con della carne di manzo cruda…..un sogno.
After Brunch
Ora, Chef Moreno Cedroni non ha bisogno di alcuna pubblicità, tanto meno della mia, ma quello che ho voluto raccontare è il fatto che mai come oggi ho capito che c’è un tempo per tutto, un tempo per la piada con la nutella, un tempo per la lasagna al ragù, un tempo per l’hamburger, e un tempo per la Madonnina del Pescatore.
Anche in Italia quindi abbiamo un nostro Louvre, ma a dispetto dell’originale francese, dove si respirano epoche passate, qui l’arte è in continua evoluzione.

Chef Cedroni, grazie per avermi mostrato la luce.

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La serenità…..sotto la pioggia

Erano anni, per la precisione ventitré, che non avevo una serenità simile.
23 ottobre, prima giornata con freddo e pioggia autunnale.
In moto, sotto la pioggia e dentro la mia cerata me ne torno a casa, combattendo con la visiera appannata e i scontrandomi con i fari delle auto del senso opposto. Mi ricordo di quando, diciottenne, il mio unico mezzo da neo-patentato era un furgone Traffic Renault bianco. Io ci andavo a ballare, a scuola….si perché il babbo, il Mercedes mica me lo prestava. Non mi mancava nulla, nella mia fierezza di quel furgone mi sentivo bene con nulla da dimostrare.
Oggi, con la macchina incidentata, e con unico mezzo la mia BMW due cilindri, mi sento fiero e felice, sereno e appagato.

Qui, sotto il casco, ad ascoltare la pioggia che cade, i miei pensieri e i miei sogni che mi vogliono su una superstrada in Marocco che mi porta a sud.
Finalmente dopo anni, sono in pace.

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– foto scaricata dal web

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“Champagne con gli amici e poi ci faccio le abat-jour”

di Ivan Fiori

“Ci vuole sempre qualcosa di nuovo, che ti stimoli la vita e la giornata, non potrò mica chiudermi nei numeri e tra le pagine de ilSole24Ore no?!”

Paolo Mambelli
Paolo Mambelli

Paolo Mambelli, il mio Amico Paolo Mambelli è un ragazzoccio di 29 anni, che ama giocare con la propria creatività e realizzare le sue idee e i suoi sogni. Da piccolo forse faceva costruzioni con lego, ora, neo commercialista, come me ha capito che “l’anima libera è rara” e occorre cercare il Piacere nelle cose e delle cose. Così ha cominciato a creare delle abat-jour con le bottiglie usate dei migliori champagne francesi, abat-jour che gli fanno compagnia anche mentre lavora e mentre studia.abat-jour
A ridosso dell’esame per l’abilitazione alla professione, nel periodo estivo, si rilassa sempre invitando a casa amici, indossando un “parananza” di vecchia data, e aprire in compagnia delle buone bottiglie.

Sicuramente portato sulla “cattiva strada” dal fratello Alessandro (Mambo per gli Amici) che lo ha introdotto al gusto per le per le bollicine d’oltralpe, queste occasioni spesso diventavano momenti conviviali e di puro svago, dominati da portate abbondanti ed eleganti champagne che terminavano con una tavola vissuta e le bottiglie rimaste vuote quali vittime di guerra. “……..Questo mi è sempre sembrato uno spreco e così ho deciso di darmi da fare per trovare un modo per utilizzare nuovamente, dandogli una nuova funzione che prolungasse la loro vita.”

“Ispirato delle molte abat-jour in giro per casa e la loro duttilità circa il corpo che sostiene il portalampadina ho deciso di provare a vedere se quella poteva essere una soluzione.
Ho cominciato a lavorare le bottiglie, fossero queste di champagne piuttosto che di rum o brandy, in maniera tale da poterle usare come base per creare delle abat-jour. A partire dalla forma e dal colore della bottiglia attingevo alla mia creatività per cercare il filo della tinta giusta o il paralume con un motivo adatto, provavo abbinamenti e soluzioni tecniche diverse prendendo mano a mano confidenza con i materiali e cercando sempre di ampliare la varietà dei prodotti finali. Così, quello che era nato come un semplice hobby, è diventato una passione che porto avanti nel mio tempo libero o non appena trovo una bottiglia con dei dettagli che mi attraggono e che non voglio vada perduta nel dimenticatoio.”

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i “cadaveri” della cena

“Come tutti ho iniziato a familiarizzare con gli “spiriti” mentre si faceva serata con gli amici, o per dimenticare una storiaccia finita male. Crescendo ho iniziato ad andare un pochino oltre cercando di apprezzare la storia di ogni prodotto, il suo gusto e il suo carattere, ecco, credo che l’espressione non ho mai bevuto solo per sete possa riassumere quello che sto cercando di dire, anche se nel mio caso quel mai lo toglierei, magari sostituendolo con un bel ultimamente!”

Anche se non disdegno i distillati, e i mille cocktail che essi permettono di realizzare, amo il vino, ne ascolto il suo suono mentre sgorga nel calice ma soprattutto la sua capacità di stimolare i sensi: la vista del liquido nell’aderire al calice, l’olfatto al primo sorso e poi il gusto, ogni volta diverso. Soprattutto apprezzo il vino, come diceva un bel film, perché è incapace di mentire, dopo i primi sorsi sai subito se l’indomani avrai mal di testa, se è troppo giovane o se invece troppo adulterato. Devo confessare che il mio favore va ai vini rossi ma apprezzo anche i bianchi, in fin dei conti devono essere, insieme al cibo, in armonia con l’occasione.

In conclusione credo che lo stress e la fretta, che oggi caratterizzano le nostre vite, nonché gli immancabili etilometri, non ci facciano apprezzare quanto dovuto due momenti della giornata, ovvero il pranzo e la cena. Che siano frugali e veloci o elaborati e pantagruelici questi sono, forse, gli unici momenti nei quali le persone si parlano veramente e soprattutto si ascoltano e condividono. Queste momentanee fughe dalla realtà devono essere trattate come un lusso o, perché no, anche come un vezzo, del quale non dobbiamo e possiamo fare a meno, perciò meritano un accompagnamento perfetto.IMG_2853
Ecco il contesto ideale che piacerebbe avessero le mie lampade, che portino una luce forte in un’osteria durante una serata goliardica tra amici veri, o una più soffusa che non sia d’intralcio per una coppia di amanti, l’importante è che ci aiutino a trovare dei momenti per alimentare noi stessi.

Dalla Iole - Rimini
Dalla Iole – Rimini

Per citare una frase che lessi un po’ di tempo fa:

”Questo modo di cucinare, bere e pensare all’altro, è un gioco infantile che si fonda su tecniche praticabili, su un tocco d’estro personale, artistico, e santi sposalizi enogastronomici. Nella sostanza prima, questa è la cucina amorosa: cucina per l’altro (con un q.b. Di sano e umano narcisismo). E’ la cucina, quella di mia madre, quella dei cuochi famosi, quella sperata dei grandi vignaioli, imbottigliatori dei terreni aneliti … La cucina che nutre.”

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i fratelli Mambelli

 

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