“Champagne con gli amici e poi ci faccio le abat-jour”

di Ivan Fiori

“Ci vuole sempre qualcosa di nuovo, che ti stimoli la vita e la giornata, non potrò mica chiudermi nei numeri e tra le pagine de ilSole24Ore no?!”

Paolo Mambelli
Paolo Mambelli

Paolo Mambelli, il mio Amico Paolo Mambelli è un ragazzoccio di 29 anni, che ama giocare con la propria creatività e realizzare le sue idee e i suoi sogni. Da piccolo forse faceva costruzioni con lego, ora, neo commercialista, come me ha capito che “l’anima libera è rara” e occorre cercare il Piacere nelle cose e delle cose. Così ha cominciato a creare delle abat-jour con le bottiglie usate dei migliori champagne francesi, abat-jour che gli fanno compagnia anche mentre lavora e mentre studia.abat-jour
A ridosso dell’esame per l’abilitazione alla professione, nel periodo estivo, si rilassa sempre invitando a casa amici, indossando un “parananza” di vecchia data, e aprire in compagnia delle buone bottiglie.

Sicuramente portato sulla “cattiva strada” dal fratello Alessandro (Mambo per gli Amici) che lo ha introdotto al gusto per le per le bollicine d’oltralpe, queste occasioni spesso diventavano momenti conviviali e di puro svago, dominati da portate abbondanti ed eleganti champagne che terminavano con una tavola vissuta e le bottiglie rimaste vuote quali vittime di guerra. “……..Questo mi è sempre sembrato uno spreco e così ho deciso di darmi da fare per trovare un modo per utilizzare nuovamente, dandogli una nuova funzione che prolungasse la loro vita.”

“Ispirato delle molte abat-jour in giro per casa e la loro duttilità circa il corpo che sostiene il portalampadina ho deciso di provare a vedere se quella poteva essere una soluzione.
Ho cominciato a lavorare le bottiglie, fossero queste di champagne piuttosto che di rum o brandy, in maniera tale da poterle usare come base per creare delle abat-jour. A partire dalla forma e dal colore della bottiglia attingevo alla mia creatività per cercare il filo della tinta giusta o il paralume con un motivo adatto, provavo abbinamenti e soluzioni tecniche diverse prendendo mano a mano confidenza con i materiali e cercando sempre di ampliare la varietà dei prodotti finali. Così, quello che era nato come un semplice hobby, è diventato una passione che porto avanti nel mio tempo libero o non appena trovo una bottiglia con dei dettagli che mi attraggono e che non voglio vada perduta nel dimenticatoio.”

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i “cadaveri” della cena

“Come tutti ho iniziato a familiarizzare con gli “spiriti” mentre si faceva serata con gli amici, o per dimenticare una storiaccia finita male. Crescendo ho iniziato ad andare un pochino oltre cercando di apprezzare la storia di ogni prodotto, il suo gusto e il suo carattere, ecco, credo che l’espressione non ho mai bevuto solo per sete possa riassumere quello che sto cercando di dire, anche se nel mio caso quel mai lo toglierei, magari sostituendolo con un bel ultimamente!”

Anche se non disdegno i distillati, e i mille cocktail che essi permettono di realizzare, amo il vino, ne ascolto il suo suono mentre sgorga nel calice ma soprattutto la sua capacità di stimolare i sensi: la vista del liquido nell’aderire al calice, l’olfatto al primo sorso e poi il gusto, ogni volta diverso. Soprattutto apprezzo il vino, come diceva un bel film, perché è incapace di mentire, dopo i primi sorsi sai subito se l’indomani avrai mal di testa, se è troppo giovane o se invece troppo adulterato. Devo confessare che il mio favore va ai vini rossi ma apprezzo anche i bianchi, in fin dei conti devono essere, insieme al cibo, in armonia con l’occasione.

In conclusione credo che lo stress e la fretta, che oggi caratterizzano le nostre vite, nonché gli immancabili etilometri, non ci facciano apprezzare quanto dovuto due momenti della giornata, ovvero il pranzo e la cena. Che siano frugali e veloci o elaborati e pantagruelici questi sono, forse, gli unici momenti nei quali le persone si parlano veramente e soprattutto si ascoltano e condividono. Queste momentanee fughe dalla realtà devono essere trattate come un lusso o, perché no, anche come un vezzo, del quale non dobbiamo e possiamo fare a meno, perciò meritano un accompagnamento perfetto.IMG_2853
Ecco il contesto ideale che piacerebbe avessero le mie lampade, che portino una luce forte in un’osteria durante una serata goliardica tra amici veri, o una più soffusa che non sia d’intralcio per una coppia di amanti, l’importante è che ci aiutino a trovare dei momenti per alimentare noi stessi.

Dalla Iole - Rimini
Dalla Iole – Rimini

Per citare una frase che lessi un po’ di tempo fa:

”Questo modo di cucinare, bere e pensare all’altro, è un gioco infantile che si fonda su tecniche praticabili, su un tocco d’estro personale, artistico, e santi sposalizi enogastronomici. Nella sostanza prima, questa è la cucina amorosa: cucina per l’altro (con un q.b. Di sano e umano narcisismo). E’ la cucina, quella di mia madre, quella dei cuochi famosi, quella sperata dei grandi vignaioli, imbottigliatori dei terreni aneliti … La cucina che nutre.”

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i fratelli Mambelli