400 km di curve, dalla Valmarecchia al cuore della Toscana

di Ivan Fiori

Le prime calde giornate di fine primavera, quelle così calde che sembra uno inizio di estate prematura, e ti viene voglia di lasciare tutto lì, esattamente come si trova, cercando qualcosa, un’uscita, una strada e cerchi di dargliela su.

Allora scaldi la tua “Signorina”, il mio BMW R1150R, e speri in una forza celeste che quelle cose che lasci lì magari subiscano una evoluzione, una spinta nello cadere, nel morire o quanto meno nel cessare di sopravvivere……e parti. Ti infili due protezioni, due guanti un casco….parti che non sei neppure colazionato perché anche questa è una scusa, la scusa di fermarti a Novafeltria al tuo caffè preferito, il Caffè Gran Italia. Non hai fretta, l’importante è arrivare per pranzo, in Toscana, o meglio nel Chianti. Tanto un posto dove mangiare della ciccia lo trovo.

L’aria è la migliore che si possa provare, quella calda che però non ti soffoca, ma che ti tiene compagnia ed esalta i profumi dei fiori e delle piante lungo i fossi e sui pendii delle colline che vengono solcate dalla strada della Valmarecchia e del Montefeltro.
La sento calda la mia Signoria, le do sù come una matta a questa bestiola. Che voglia che avevo di due curve, stanco della monotonìa di tutti i giorni in quei rettilinei tutti uguali da quando ti svegli a quando ti addormenti (o speri di addormentarti). Viamaggio poi direzione Pieve Santo Stefano per la mia salita preferita, quella che porta a Chiusi La Verna. Un’asfalto così perfetto che ti ci puoi dormire e arrotolare sopra, i bordi delle curve sembrano quelle del circuito di Santa Monica. Non c’è nessuno, e la mia Signorina mi porta su, su su…la butto giù e la tiro su. Lei si fa fare tutto da me, come una donna e un’amante perfetta.
Bibbiena, svolto per Rassina per prendere la salita di Crocina che passa per Talla. Che idea meravigliosa ho avuto. Non c’è un anima viva, e il caldo è ancora più forte. San Giustino Vald’Arno, Figline, Terranuova e poi Montevarchi. Il caos dei colletti bianchi che escono tipo saldatini verso il rancio non mi tocca e vado verso Gaiole in Chianti.
Ecco, la zona del Chianti, i filari su quelle pezzi di terreno verdi, le antiche tenute.
Pochi chilometri prima dell’arrivo a Gaiole arrivo all’incrocio per Badia a Coltibuono, nella antica abbazia alcuni miei colleghi di ruote mi dicono che c’è un ristoranteniente male…..e noi, io la mia Signorina lo proviamo.

Abbazia di Badia a Coltibuono
Abbazia di Badia a Coltibuono

Sono le 13.00. Sono in filino stanco dopo 180 km….fose una buona bottiglia di Chianti potrebbe sollevarmi. La carta propone una tagliata solo per due, e noi siamo in due no?Vada per la tagliata, una mezza di Chianti, una insalata verde….spettacolo!

Sono l’unico a parlare la lingua italica, i miei vicini di tavolo sono tutti discendenti degli Unni, Ittiti e Pietro il Grande.

Tagliata di carne
Tagliata di carne

IMG_5915
Passato alla sbirciolona toscana e al vin Santo, deturpato alla cassa di tutti i miei averi, riprendo il cammino, anzi le curve.

Su consiglio i quei miei due compagni di ruote, ducatisti per la pressione, proseguo verso Gaiole, tirando a destra per il Castello di Brolio direzione Castelnuovo della Berardenga. IMG_5928
Impressionante come il traffico sia inesistente, una cosa surreale. Sorprendo poi quando vesto al Castello di Brolio, una delle costruzioni più belle della zona del Chianti non ci sia nessuno
Arrivato a Castelnuovo della Berardenga prendo per Arezzo. La strada scende e ci porta fino ad un incrocio detto Colonna del Grillo. Qui si seguono i cartelli che indicano Monte S.Savino (SS73).
Ha inizio qui il tratto più bello di tutto l’itinerario. La statale è leggermente in salita ed è un continuo susseguirsi di curve a destra e a sinistra belle, ampie e quasi tutte con buona visibilità. L’asfalto è ottimo in quasi tutto il tratto. Mi ricorda la strada per l’Averna, ma questa è lunga oltre 40 chilometri! Una strada magnifica che mi porta diritto all’ingresso di Arezzo e allo svincolo per Cortona.
Da San Sepolcro riprendo Viamaggio, per percorrere nuovamente la Valmarecchia, questa volta in senso del mare.
Oggi ho pensato molto, ho pensato che è bello essere importanti per qualcuno ed avere qualcuno di importante. Mi sono concesso 400 chilometri di curve per pensarci, perché forse, a volte serve della distanza fra te e gli altri per capire, per sentire.
Ora non mi rimane che arrivare a casa, per vedere se quelle cose si sono mosse, o se sono morte spinte da un non so quale inesorabile fato….., ma ora che ci penso, guarda guarda sono ai piedi di San Leo, aspetta che passo salutare in mio amico del Ristoro del Sasso d’Oro  lo so che lui una bella berretta ghiacciata ce l’ha! Tanto oramai siamo arrivati.

Birretta al Ristoro del Sasso d'Oro - loc. Pietracuta - San Leo
Birretta al Ristoro del Sasso d’Oro – loc. Pietracuta – San Leo

Screenshot 2014-05-22 12.02.52

Madrid: due giorni full immersion nella capitale di Spagna.

di Ivan Fiori

A volte basta poco, per staccare la spina dico, e appena la primavera mette i piedi nel calendario, la Spagna chiama. Avevo voglia di ubriacarmi per le “Calle” di una città spagnola, ungermi le labbra nel patanegra, bere dello “hierbas” a fine pasto, e quale migliore destinazione della capitale Madrid per trascorrere due giorni, ovvero la classica toccata e fuga.
Bologna, aeroporto Marconi, volo diretto per il Baracas (Madrid) con Ryanair ore 13.00 e arrivo a destinazione dopo due ore. Tiro i bagagli in albergo, l’Hotel Regina proprio alla fermata della metro Sevilla in pieno centro e pronto per la movida.

IMG_5669
Uscito dall’albergo, attraverso la Puerta del Sol direzione Plaza Mayor, un quadrilatero imponente animata da bar e ristoranti e ambulanti,   direzione il quartiere Latina, il più caratteristico e animato. Percorro calle Cava Baja arrivo a plaza Humilladero.

Questa piccola piazza, per lo più è un incrocio di vie diverse, è il cuore dell’anima della noche madrilena. Calle Cava Baja, Cuesta San Pedro, Calle Humilladero. Qui c’è l’imabarazzo della scelta per calarsi nella parte, ed a caso decido, alle 16.00 del sabato, di dare inizio alle danze con un gin tonic a base di Hendrick’s gin. Il vento fresco di primavera mi accarezza, e il gin ancora in circolo mi fa perdere tra le calle fino a quando, mi ritrovo nel paese dei balocchi per un buon gustaio come me: il Mercado di San Miguel. Una costruzione di ferro al cui interno le tapas e i ristoranti più in voga della Capitale spagnola allestiscono un proprio stand….e non solo. Qui è possibile bere champagne o vini tipici della penisola iberica. Provare dell’ottimo serrano, le tapas, sangria, ostriche e ogni altro ben di Dio. A un prezzo modico ci si può perdere fra tutti i prodotti migliori e più gustosi. A questo punto, non posso non provare del Patanegra Jamon Bellota Reserva,

 

Mercado de San Miguel

Mercado de San Miguel

IMG_5719il non plus ultra per quanto riguarda il prosciutto. Tagliato a mano al momento, per la modica cifra di 18 euro l’etto…..un etto facciamocelo bastare! Il tutto accompagnato con del buon vino rosado galiziano.

Mercado de San Miguel: il taglio del Patanegra
Mercado de San Miguel: il taglio del Patanegra

Due giorni sono pochi, così si riparte, a piedi ovviamente, attraverso calle Mayor, Calle Arenal fino ad arrivare a Calle Gran Via e incominciare il quartiere de la Chueca. Il famoso quartiere gay di Madrid è subito riconoscibile, alle sette di sera i transessuali ai bordi delle vie sono più numerosi dei san pietrini.

Nel mio itinerario è fissato una capatina al locale di uno dei miei attori preferiti: Javier Bardem, la Bardemcilla in Calle Augusto Figueroa 47, tapas ristorante del famoso attore gestito dai fratelli. Purtroppo vengo preso da sconforto quanto sul posto apprendo che il locale è chiuso.  Il mio sconforto è di breve durata, quando noto, dalla parte opposta della stessa via, un altro paese deli balocchi, ovvero il Mercado di San Antonio.

Mercado de San Antonio
Mercado de San Antonio

IMG_5731
Il Mercado di San Antonio è un “piccolo” centro commerciale dedicato unicamente al food. Una piccola Eataly per intenderci, dislocata su tre piani, dove al piano terra c’è il supermercato, al primo piano tutti gli angoli dedicati alla cucina internazionale, dalla italiana alla giapponese, alla spagnola, tailandese…..dove si posso gustare e bere i relativi prodotti locali, mentre all’ultimo piano, la terrazza, è divisa in due ristorante e lounge bar per gli aperitivi e gli after dinner (a proposito, qui i mojiti sono fantastici!).
Due giorni passano in fretta e non posso perdere tempo. Ancora inebriato dai rosati e dal gintonic della Latina, provo il mojito della Terrazza del San Antonio. Una vera prelibatezza. Sono al centro di una capitale europea ma il clima è prettamente isolano.
La sera incombe, la cena pure. Esco dal Mercado per allungare il braccio alla ricerca di un taxi: destinazione Taberna Bahia, Calle Bahia de Palma 9 (http://bahiataberna.com).

Taberna Bahia
Taberna Bahia

Il ristorante si trova ad una ventina di minuti di taxi dal centro, nella zona nord di Madrid. E’ situato in una zona residenziale ed internamente è diviso in due: una parte ristorante con pochissimi tavoli con la cucina a vista e la zona di ingresso con tavoli alti per la degustazione delle tapas. La cucina è tipica spagnola, creativa, che propone delle squisitezze assolute come la tagliata de buey e le croquetas. I dolci sono un idillio, tanto che consiglio la loro degustazioni. Prezzi buoni. Per una cena con dolce e un vino rosado, caffè e jerba, sono circa 40 euro a testa.

Dopo tante ore a bere e a mangiare, il ritorno è un’Odissea, i venti minuti di taxi sembrano infiniti. La notte avrebbe portato il meritato riposo del guerriero godereccio.
Il giorno dopo con la sveglia di buon ora e dopo una poco sana ma nutriente colazione a La Mallorquina alla Puerta del Sol, un locale dove il tempo sembra essersi fermato con arredi di fine ‘800, un banco vetrinata straboccante di paste e torte che si possono gustare direttamente al banco o al piano superiore comodamente sudati al tavolo, mi dirigo velocemente nella zona del Triangolo dell’Arte di Madrid, ovvero in Paseo del Prado, per visitare uno dei Musei più famosi al mondo. Previdentemente ho acquistato il biglietto online perché la fila si snoda dietro molti angoli esterni del patio. Inutile ribadire la bellezza di questo museo, ma due opere mi hanno impressionato davvero: il celebre Saturno che mangia suo figlio di Goya (ricorderete in Wall Street – il denaro non dorme mai, dove il quadro era mirabilmente esposto in uno studio privato) e la Manita, del grande Velaquez.

Museo Reina Sofia e la Manìta
Museo Reina Sofia e la Manìta

IMG_5638
Lì a cinquecento metro merita una “cappatina” al Centro de Arte Reina Sofia, dedicato ai grandi: Picasso, Dalì, Mirò, (mi raccomando al secondo piano non potete perdere Guernica) e ad altri artisti spagnoli.
Se siete dei romantici incalliti (come me?), vi consiglio, spelmodo dopo pranzo, una bella passeggiata al Parco del Buen Retiro. El Reitiro è stato creato nel XVII secolo su volontà di Filippo IV. Non fatevi mancare una bella remata nel lago di fronte al Palazzo di Alfonso XII, e soprattutto una visita al Palacio de Cristal.
A pochi passi dal Reina Sofia merita sicuramente una visita anche veloce la Stazione dei treni, vera opera di architettura di inizio secolo. 

remata al lago del Parco del Retiro: Ve l'ho detto che ero un romantico no?
remata al lago del Parco del Retiro: Ve l’ho detto che ero un romantico no?

Dato che è domenica, una corsa al Rastro è obbligatoria. El Rastro è il quartiere vicino a Puerta Toledo in cui di domenica è adibita a mercatino scambio. Per le vie del quartiere tutti, ma proprio tutti, addobbano una bancarella di vestiti usati e oggettistica varia. Tutto a 1 euro!, come urlano a più non posso. Per queste vie non sono da perdere alcuni negoziati di modernariato, di mobili d’arredamento anni ’70.

Oggetti a El Rastro
Oggetti a El Rastro

Lasciando El Rastro mi dirigo nuovamente nella zona della Latina e in calle Calle Humilladero prima dell’incrocio con la plaza, vengo rapito dagli odori dei pintxos baschi del Txirimiri (www.tximiri.es) dove i pintxos in bella vista sul bancone non potevano che farmi venire il bisogno di lenire le mie pene di fame e di sete con una buona cerveza. I pintxos son “tapas” di origine basca, e a differenza dei “parenti” spagnoli classici, sono delle vere e proprie costruzioni in verticale. Dei capolavori di architettura. Direi Pintxos 5 tapas 1.
Se vi dirigete verso Calle de la Cava Baja, e precisamente al civico 26, troverete un altro locale dove i pintxos sono delle vere opere d’arte. La Txaxolina propone della vera e propria alta cucina in miniatura, tant’è che se è come vero che gente chiama gente, qui per arrivare al

In fila al Txaxolina
In fila al Txaxolina

bancone per ordinare dovrete sgomitare parecchio. Da provare sicuramente il pintxos hamburger con l’ uovo e quello con pancetta, formaggio morbido e salsa in agrodolce. Prezzo medio 3 euro a pintxos. Direi che si può fare!
Per il pranzo mi dirigo verso Calle Mayor e precisamente verso la Chiesa de San Andrès. Di fronte la chiesa, la piccola Plaza de la Paja, brulica di ristoranti e osterie all’ombra degli alberi. Qui un posto merita sicuramente attenzione, ovvero La Musa Latina. Un ristorante con un menu piuttosto vario dove alla classica e rivisitata cucina spagnola, potrete provare anche qualche piatto di sushi. Se decidete di pranzare fuori, non dimenticate un passaggio all’interno del locale.

 

sushi alla Musa Latina
sushi alla Musa Latina

E’ un posto veramente cool, arredato e concepito in maniera superba, e se decidete di scendere verso i bagni, lì troverete un’altra stanza con un altro banco bar (mai smettere di bere e mangiare a Madrid!)

Delic Ristorante
Delic Ristorante

Bene, i due giorni stanno per finire, ora non rimane con i fumi di sangria che pervadono il mio corpo e il mio animo di incamminarmi verso l’albergo per raccattare la mia valigia….sperando di ritrovare la strada!