Ibiza para mí es un sueño

di Ivan Fiori

 

Commettereste un grosso errore se consideraste l’Isola più famosa delle Baleari unicamente una destinazione per i ragazzi che vogliono tuffarsi nelle discoteche e negli eccessi.

E’ vero, le discoteche non mancano, e soprattutto sono così “cool” da essere un punto di riferimento per tutto il mondo a riguardo questo tipo di ambiente, …….. ma andiamo oltre. Ibiza è semplicemente un posto magico, che ancora racconta la sua “magìa” attraverso i suoi villaggi e attraverso i suoi negozi caratteristici. l’Isla Blanca è stata meta e paradiso dei “figli dei fiori” durante gli anni settanta che hanno sempre fatto propria la parte nord dell’isola, in particolare il villaggio di San Carles, ospita questi “sopravvissuti” che si sono sicuramente modernizzati, ma sempre rispettosi dell’ecologia della loro indole free.

Las Dalias
Las Dalias

Las Dalias
Drink a Las Dalias

Vicino a San Carles non potete mancare al mercatino Hippy di Las Dalìas. Un appuntamento da non perdere a Ibiza tutti i sabati mattina dalle ore 10.00 in poi. A parte le bancarelle di vestiario, Las Dalìas ospita tanti angoli bar dove poter bersi un mojito già di prima mattina.

A proposito di hippy, consiglio a tutti di godersi un tramonto nella più totale meditazione, lontano dal caos che invade la parte sud di Ibiza, facendo un salto a Punta Roja.

 

 

 

Qui, all’Heaven’s Gate si segue in rigoroso silenzio,  il calar del sole nel mare Mediterraneo dietro gli isolotti  “Ses Margalides”. 

Heaven's Gate
Tramonto a Heaven’s Gate

 

Spiagge

Per quanto concerne le spiagge, bhè, inutile dire che qualsiasi “giretto” on line vi potrà essere d’aiuto facendo un elenco nutrito, io mi limito ad indicare i miei due posti preferiti e lontani dalla massa:

  • Cala des Cubelles (Platja Ses Boques): un posto unico. Quattro ombrelloni, non di più, spiaggia piccola  e stretta, ricca di ciottoli e all’apparenza priva di sabbia. Il bello è che si può stare anche al riparo degli alberi. Su questa spiaggia, c’è una vera chicca, il ristorante di Platjà ses Boques. Un paradiso per me, dove mangiare pesce di alta qualità, sotto le fronde degli alberi (qui viene confermato il motto: dove si spende molto si mangia bene);

    Platja Ses Boques
    Platja Ses Boques
  • Cala d’en Serra: una piccola spiaggia abbracciata dalle colline della baia. La spiaggia anche qui richiede una scarpinata per una ripida discesa, ma ne vale assolutamente la pena. Da non ultimo, il chiringuito che domina la spiaggia, gestito da un ragazzo tedesco,  sforna ottimi panini e una grande sangria!

Sangria a Cala d’en Serra
Sangria a Cala d’en Serra

 

 

Cala Comte
Cala Comte

Un aperitivo e oltre.

A Ibiza sicuramente non mancano bar e rifugi per gli amanti dell’alcool. Birra, sangria e drink prestati sono oggetto comune ovunque. Nella zona del porto, nei localini all’interno di Eivissa non troverete altro. Sicuramente l’aperitivo più cool lo potrete fare al Blue Marlin,

Blue Marlin
Blue Marlin

in zona Cala des Jondal.Il locale è un vero e proprio “must” per VIP e Vip’s follower. Qui potrete trovare di tutto, compresa anche una misera sangrìa fatta con ace e frutta e pagarla 50 eurini. L’atmosfera però è da urlo e le bottiglie di champagne vengono sfoggiate come una donna sfoggia la sua ultima borsa di Chanel. E’ il paradiso delle American Express.

 

 

 

Blue Marlin
Blue Marlin

 

Ibiza al bar Costa
bar Costa

Per chi come me invece, preferisce ascoltare il caos della movida ibizenca da lontano, meglio rifugiarsi a Santa Gertrudis, un piccolo paesino all’interno dell’isola, ricco di ristoranti e con una movida più rilassata. Di rigore qui è un bell’aperitivo al Bar Costa, vicino alla chiesa, sedersi su uno dei suoi sgabelli fuori, bere una sangrìa o una birra (anche più di una!) e mangiando del prosciutto iberico e del pane al pomodoro. Relax totale!

Sempre a Santa Gertrudis c’è uno dei miei ristoranti preferiti, il Dimi’s, un ristorante molto carino, con tavoli all’aperto con un arredamento veramente originale e alla moda. Cucina spagnola con le classiche tapas rivisitate un maniera superba.

Altro posto dove adoro cenare se ho voglia di carne è Sa Carbonerìa a Santa Eulalia del Río. Qui la carne è veramente ottima. Si mangia nel giardino interno e i prezzi sono veramente onesti.

Infine a Sant Josep una nota merita sicuramente il Destino. Un posto per gustare delle tapas,  e dove è possibile scegliere quello che si vuol mangiare dalla vetrina all’entrata.

Sa Carboneria
Sa Carboneria

Un posticino…..

Se avete voglia di una buona paiella, e non facendosi mancare un panorama da urlo, allora provate Es Boldado. Si trova lungo la strada di campagna da Cala Vadella direzione Cala d’Hort. La vista dà direttamente su Es Vedrà, il grande faraglione simbolo di Ibiza.

Se volete, il ristorante ha una piccola spiaggia riservata per i suoi clienti con qualche lettino……consigliata!

il faraglione di Es Vedrà
il faraglione di Es Vedrà

 

Dove dormire

Di hotel Ibiza ne è stracolma e i prezzi nei mesi di luglio e agosto salgono vertiginosamente. Ritengo che vacanza che cerchi, albergo che trovi. Quindi se è la movida che cercate, quella ibizenca, in cerca di qualche scoop da inserire sul vostro account di instagram o facebook, allora non allontanatevi troppo dal Eivissa.

Invece per chi come me non ama la confusione, allora rifugiatevi in una delle strutture a nord o a ovest dell’isola. Nota: personalmente sono rimasto molto deluso da Sant’Antonio, troppo commerciale e a tratti decadente. Lo stesso Cafè del Mar, di mito porta solo il nome.

 

Concludendo:

Diffidate di chi vi ha parlato di Ibiza come un posto per sballati. Ibiza ha molto da raccontare e da offrirvi (come Mykonos, ma questa è un’altra storia)…..chiunque voi siate.

 

 

Un’estate tra Costa Azzurra, Provenza e Paesi Baschi – Capitolo I

di Ivan Fiori

Fu qualcosa di strano quella mattina che mi spinse a indossare i mie pantaloni corti e infilare quella camicia hawaiana regalatami dopo l’ultima gara di rigori di tequila gialla in un bar di Santarcangelo. La voglia di farmi i fatti miei era così alta che decisi di abbandonarmi alle mie voglie come una donna in cinta alla mezzanotte di un qualsiasi giorno feriale. Non avevo nessuno da avvisare, se non una ridicola segretaria che non faceva altro che aspettare che mi togliessi di mezzo per continuare a fare il suo gioco preferito di solitario al pc e rispondere “assente” a tutte le chiamate che mi riguardavano.

Un mezzo bagaglio, fatto di due paia di scarpe, uno di  havajanas, qualche maglietta da “sotto” come direbbe la Giorgina, crema da barba, rasoio, del “Creed” a iosa, un pieno alla mia Moke e via.

Quest’aria di era resa insopportabile, avevo gastrite tutto il giorno, rischiavo di perdermi dentro una depressione spasmodica e di ansia pesante:. La malattia di mio padre era appena stata scoperta e non avevo nessuno con cui parlarne, nessuno da prendere a sberle e a insulti tranne me, così partii,  senza chiedermi chi o cosa avessi conosciuto e visto, senza prenotare nulla.

Un minimo di tom tom sul mio iphone, due cuffiette per la musica e bye bye baby…..

Casello di Rimini Nord, ritiro il biglietto di ingresso per la A14 direzione Nord, oltre Ventimiglia per la precisione. Sulla mia destra passano le vetrate del distretto calzaturiero di San Mauro, i Vicini e Sergio Rossi e a Cesena quella della Technogym mi sembra di essere in vacanza. Erano le 10.15 di un inizio settimana di fine luglio, e avevo un’avventura da vivere da solo e volevo che durasse il più possibile.

La radio della mia “convertibile” comincia a capire il momento, e decide di spegnere la monotonìa dell’autostrada con del buon jazz che arriva da radio Skyline. Ballate di John Coltrane, assoli di Charles MIngus, delle poesie elettriche di Miles Davis…..Sorcener per la precisione. Un suono di romanticismo che scalda il cuore e l’anima, …….andiamo bambina portami al mare, portami dove vuoi, e fammi bere e non pensare a niente.

A Piacenza svolto, direzione Alessandria e poi calare per Genova e Ventimiglia…., me ne vado in Còte d’Azur, dove quei fottuti francesi hanno uno dei posti più belli del mondo. Adoro essere circondato da gente che parli una lingua che non conosco. Non ci capisco una benedetta cippa di francese, ma da buon romagnolo, dalle mie parti si dice che bastaun pò del nostro dialetto, e di là, mi avrebbero inteso.

Il concerto di Charles Mingus di Antibes è qualcosa di unico….pezzi di contrabbasso che solcano dentro al ritmo di quelle “steel-fingers”.

Passo il confine,  e fame e soprattutto sete si cominciano a far sentire. Decido così di raggiunger Cannes per un pranzo sulla spiaggia. L’aria è buona, calda e asciutta. Il caldo sole d’estate riscalda il animo, cancella già di mio stato catatonico che mi avvolgeva alla partenza. Il traffico delle macchine non mi disturba, tanto che i clacson delle auto mi sembrano compagni di viaggio.Pranzo al Maema

A Cannes è facile trovare un posto degno, basta affiancare la croisette, ma preferisco  guidare verso il porto a Plage du Midi. Qui c’è un ristorantino che fa al caso mio: il Maema.

Un posticino meraviglioso, ben curato e con una cucina super. Fortunatamente, nonostante non abbia prenotato, riesco a trovare un tavolo (a dire il vero mi sarebbe bastato un bancone al bar del locale). Ho bisogno di rilassarmi, lasciarmi il trambusto alle spalle. Il mio “amico” cameriere non tarda un attimo e ordino un rosè provenzale. Bello freddo. Metà bottiglia serve per idratarmi e rigenerarmi, l’altra per accompagnare la mia orata con patate. Il mare, questo mare, mi invoglia. Sono del tre del pomeriggio e la mia idea della partenza di infilarmi il costume al posto dell’ordinaria biancheria intima da combattimento è stata un’ottima idea: “Bravo Ivan!”. Tutto “innaffiato” di buon rosato, mi spoglio ai bordi della plage e mi tuffo in acqua…….

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Rigerato, sfamato e dissetato vedo di organizzarmi per la serata. Non ho preparato nulla da casa, devo trovare un hotel per la notte.

Ho voglia di andare verso le colline, dove la gente “perbene” se ne và al ritorno dal mare. Adoro Saint Paul De Vance, e ci vado. La Moke e io costeggiamo la costa, fino al Golfo di San Juan, da lì imbocchiamo la Provenzale fino a Cagnès sur Mer svoltando per Sanit Paul de Vence.

Saint Paul de Vance è un borgo che è una vera chicca. “E’ un piccolo e romantico villaggio medievale, interamente pedonale, sorge alle spalle di Cagne-sur-Mer, abbarbicato sulla montagna per sfuggire agli attacchi saraceni.

Fra le sue stradine, scalinate, fontane e piazzette, troverete angoli di pura poesia, a patto di evitare gli orari di punta di cui gli autobus riversano orde di turisti a caccia di souvenir.

È il luogo dove vivono artigiani e pittori, da sempre meta privilegiata di artisti e intellettuali.”

Poco prima del Paese trovo un bellissimo hotel, le Toile Blanche (www.toileblanche.com), che ha disponibilità di camere nonostante il periodo. Un posto veramente cool, poche camere, arredate con gusto moderno, piscina nel giardino che domina la vallata da cui si può ammirare il tramonto sul borgo.
saint-paul-vence

Un tuffo in piscina e riporsarmi a pelle d’orso su uno dei lettini del le Toile Blanche mi ha ridestato e non posso perdermi il primo tramonto della mia vacanza. Giusto il tempo di ridestarmi dal sole provenzale e mi metto di nuovo alla guida in direzione Juan les Pins per un aperitivo. Sulla passeggiata sul lungomare, tutti stanno raccattando le proprie cose dopo una giornata di mare, io invece voglio abbandonarmi in un sole morente.

Tra tutti i bar e ristoranti sulla spiaggia ne scelgo uno, dove una dolce falciulla era tutta intenta a raccogliere e sistemare tavoli e sedie per la cena che di lì a poco avrebbero preparando per i prenotati. Con un fare così dolce ed inusuale per una francese, Ivonne, questo mi pare sia il suo nome, mi dice che è tutto prenotato, ma le dico: “guarda, non ti preoccupare, a me serve solamente una sedia a ridosso dell’acqua, un secchiello con ghiaccio e una bottiglia di rosè,……il sigaro già ce l’ho”. un rosè a Juan Les Pins
Come posso dire di no, avrà pensato Ivonne, e mi accomoda come richiesto.

Io sarei potuto anche morire ora, lì per lì, non mi importava. Con i piedi a mollo nell’acqua, con un havana e un vino freddo e secco per compagnia. Ora non sono in grado di ricordare pienamente tutto quello che mi è passato di fronte agli occhi in quel momento, ricordo solo che tutto era in una forma celestiale, così confusa, così perfetta nella sua forza e leggerezza.
La sera Juan Les Pins si anima di famiglie e giovani che accorrono in tutti i bar e bistrot della zona. La confusione sale e io, sono già un bel pezzo avanti. Mi accorgo che camminavo a  mò di pendolo (uno degli effetti di una bottiglia di vino a secco), e decido di abbandonarmi in uno dei ristorantini della zona.

Ma la serata merita una degna conclusione, tanto che ritornando sul lungomare, ritrovo il locale di Ivonne, e lei lì, sempre sorridente mi guarda e dice: “Guarda, la tua sedia e là che ti aspetta. Ti porto del vino?” – “No cara, ora voglio un Margarita.”

segue…………

Note:
A Saint Paul de Vence merita una sosta per cena, e se avete fortuna anche per dormire, La Colombe d’Or. Un posto magico, all’ingresso del borgo di Saint Paul. Il patio dove si cena è assolutamente strepitoso, con tutta la vista sulla vallata e i tavoli a lume di candela sotto i gli alberi di fico.
Questo posto è diventato famoso nel ‘900 perché i grandi artisti che trascorrevano l’estate in Costa Azzurra, tipo Picasso ma anche tanti altri, qui venivano sempre per un pranzo o una cena, e pagavano il tutto con un loro “schizzo”. Da non Perdere!

http://www.la-colombe-dor.com

La Colombe d'Or